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L’anno che verrà

L’anno che verrà
di Luigi Zampoli

imageUn altro anno sta per finire, è tempo di bilanci.
Passare al setaccio dodici mesi, trecentosessantacinque giorni, non è cosa semplice. S’intrecciano aspetti individuali e collettivi dell’esistenza, successi e cadute personali possono essere annullati dalla buona o cattiva sorte del mondo che ci circonda.
Le buone cose cacciano via le cose cattive, recita un antico adagio francese, ma tutto a sta a trovarle le “buone cose” per poi metterle sulla bilancia con le “cose cattive”. Le “cose cattive” sono sempre le più facili da trovare … chissà perché.
Noi italiani siamo maratoneti sfiniti, esausti, all’ultimo miglio del quarto o quinto anno di crisi, ormai abbiamo perso il conto.
Già il conto … c’è quello individuale fatto di mille scadenze da rispettare, debiti economici, morali e psicologici che si scontano solo vivendo e che di notte non ci lasciano dormire; poi ci sono i conti collettivi, quelli del Paese, di cui si occupa il governo e che in qualche modo finiscono per ricadere sempre su di noi.
Non c’è scampo, siamo costantemente debitori, in fondo nessuno può occuparsi dei problemi al posto tuo, magari nascono da lontano e poi si riverberano inevitabilmente sul vivere quotidiano e sulla condizione individuale degli ultimi.
Gli “ingorghi” natalizi e di fine anno sono molteplici, originano dalle leggi scritte e non, dalle convenzioni sociali e dai comportamenti collettivi: c’è quello fiscale, quello dei regali, degli auguri da fare, delle cento cose da preparare, c’è l’ingorgo del traffico e quelle delle luci, saranno pure d’artista, ma sempre d’ingorgo si tratta e così le luminarie finiscono per andarti di traverso.
Uno si sforza di guardare avanti, oltre la linea del traguardo, quando il 2013 sfocerà nel 2014 ed il PIL ritornerà con il segno positivo e se il PIL della Nazione si riprende magari anche il nostro piccolo prodotto interno lordo quotidiano ci darà un po’ di sollievo.
Ma prima di guardare avanti forse conviene guardare in alto,in questo scorcio di fine anno, per cercare di scorgere e poi seguire la nostra stella cometa , il nostro autentico percorso che abbiamo iniziato prima di ogni altra cosa, al di là di tutto, degli ingorghi, delle luci che infrangono lo spazio della vista e del trambusto di questi anni sofferti.

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