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L’anti-deluchismo? Si è disciolto come neve al sole

L’anti-deluchismo? Si è disciolto come neve al sole
di Andrea Manzi
Vincenzo De Luca con il figlio Piero

Vincenzo De Luca con il figlio Piero

Vincenzo De Luca esiste, l’anti-deluchismo non più. Il prefisso (anti) che esprime l’opposizione al sistema politico creato più di vent’anni fa dall’attuale governatore della Regione Campania è divenuto inapplicabile, almeno a Salerno, se è vero che, alla vigilia delle elezioni amministrative, sino a questo momento, non è emersa la radicale e aggregante soluzione di un (anti)sistema portatore di un’idea alternativa. Non c’è traccia di una chiara posizione politica avversa (e coesa) – a meno che, a breve, non accada qualcosa di nuovo – né di una cultura articolata d’altra sponda; neppure vi è traccia di un antagonismo numericamente autorevole e intellettualmente vivace da contrapporre a una gestione amministrativa pluri-ventennale, che si protrae e prospera pur senza la diretta gestione dell’ex sindaco di Salerno. Un sindaco che ha brillato non solo di luce propria, ma soprattutto grazie alla inconsistenza argomentativa e politica di chi in questi anni avrebbe voluto contrastarlo e che ora, per di più, si propone come una sgangherata armata brancaleone. In genere le opposizioni, specie se specularmente riferite a sistemi di potere forti, scompaiono quando questi ultimi si disarticolano, soprattutto a causa del tramonto dei leader di riferimento o per l’implosione di formazioni politiche storicamente radicate, vedi Berlusconi, vedi il Pci. Con l’ex cavaliere alla deriva non c’è più ombra di antiberlusconismo, anzi comincia ad andare di moda qualche comparazione antipatica e sgradevole per l’attuale premier, soprattutto sul piano della comunicazione intesa come politica estrema. E sono scomparsi anche gli anti-comunisti, vivi soltanto – finché ha governato – nelle angosce di Silvio. De Luca, invece, è politicamente più vivo che mai, rafforzato da estenuanti bracci ferro (stravinti) con la magistratura e con l’establishment del suo partito, e senza alcuna traccia di un fronte convincente che gli si opponga come alternativa.

L'ex sindaco nella riuscita imitazione di Crozza

L’ex sindaco nella riuscita imitazione di Crozza

Dunque, perché l’anti-deluchismo evapora proprio nel momento in cui dovrebbe palesarsi con l’obiettivo di governare? Potrebbe trattarsi di un problema di verità. Se fosse sincera (e reale) l’avversione al “sistema”, come la pubblicistica decisamente “anti” e alcuni flussi d’opinione sui social lascerebbero intendere, avremmo dovuto registrare un tentativo di “concertazione”, tra segmenti di forze politiche diverse, in funzione dell’obiettivo da raggiungere. Mai come questa volta, invece, si è verificata la polverizzazione della destra, che ha prodotto una caterva di candidati sindaco suicidi, e la incapacità, a sinistra del Pd, di attrarre forze sociali e politiche di area “vasta”. Il Movimento 5 Stelle è riuscito, per giunta, a compiere un capolavoro cosmologico: far tramontare il sole al sorgere della sua alba politica. Evidentemente, queste forze non hanno ritenuto prevalente la lotta contro un sistema solo formalmente avversato, altrimenti avrebbero agito di conseguenza. Quando ci si mette d’impegno, rivive in Italia anche il più becero “milazzismo”. A Salerno, invece, nulla.

Viene forte il sospetto, a questo punto, che Vincenzo De Luca non abbia autentici oppositori, che non esista cioè quell’idea alternativa di città e di governo che, diversamente, sfocerebbe in un assetto, in un corpo di comunità, in una politica antitetica aperta e ariosa, in grado di anteporre l’obiettivo strategico della propria affermazione alla perimetrazione di piccole aree di rendita. Se fosse questa la spiegazione, significherebbe che gli antagonisti, divenuti virtuali, hanno spostato ormai l’attenzione su obiettivi minimi, riconoscendo, di fatto, che non vi è alternativa praticabile e che, quindi, il potere a Salerno “così è se vi pare” e fino a che il destino vorrà. Naturalmente, Vincenzo De Luca non c’entra nulla con questi limiti di libertà che gli avversari si sono auto-imposti. Il che dà l’idea di un’alleanza saldissima non tra l’ex sindaco e i suoi molti amici, ma tra lui e i suoi mancati (o virtuali) avversari politici. Questi ultimi, però, non dovrebbero definirsi più anti-deluchiani, anche per pudore linguistico. A De Luca, stanti così le cose, non rimane scelta: dovrà inventarsi al più presto un nemico per poterlo distruggere. Pure i grandi successi hanno bisogno di terapie d’urto. Si può “scoppiare” anche di salute.

(da Il Mattino del 16 aprile 2016)

In copertina, De Luca con il suo recente slogan elettorale

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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