Largo al teatro secondo Tozza

Largo al teatro secondo Tozza
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

In Italia si pubblicano moltissimi libri nonostante i lettori siano sempre meno; molti  sono, in realtà, inutili, tanti sono buoni, pochi quelli veramente necessari. Tra questi, vorrei segnalare le vicende e le traversie di un libro importantissimo di storiografia teatrale salernitana che da tre anni è parcheggiato nelle mani di un editore che non riesce a pubblicarlo. Dico subito, avendolo visto in gestazione e nelle bozze, che si tratta di un libro necessario quanto imponente nel suo apparato fotografico e di note, che potrebbe, una volta uscito, rappresentare per tutti coloro che studiano il teatro e per chi lo pratica, una conoscenza essenziale per meglio definire le prospettive passate e recenti della scena salernitana. Il libro di una vita che saprà restituire non solo atmosfere e stagioni trascorse ma che, in modo scientificamente inappuntabile, darà strumenti nuovi per i giovani studiosi di tale disciplina. Il professore Francesco Tozza, l’autore del libro, è stato un validissimo insegnate di storia e filosofia in un prestigioso liceo della nostra città nonché compagno di viaggio, in tempi passati, del compianto Achille Mango, già insigne professore di Storia del Teatro e dello Spettacolo della nostra città e promotore instancabile di tante iniziative spettacolari e convegnistiche, tese al conseguimento di una maggiore coscienza della scena contemporanea in tanti di noi, allora studenti.

Tozza, attualmente svolge con passione e perizia rara la funzione di critico teatrale per importanti riviste nazionali del settore. Uomo rigoroso, apparentemente difficile perché “franco” è, in fondo, molto generoso; soprattutto con i giovani teatranti di questa città, ai quali  non ha mai fatto mancare, assieme ai suoi severi giudizi, il suo incoraggiamento.

Detto questo torniamo al libro in questione. Un libro del genere, è, come si diceva, un libro complesso con molteplici piani e apparati che lo rendono anche difficile da realizzare quanto distribuire. Credo che a questo punto ci si debba mobilitare un po’ tutti, amici, studiosi e amanti del teatro per rimuovere gli eventuali ostacoli alla sua pubblicazione. Salerno conta, sulla carta, tanti appassionati, è ora che questi facessero sentire la propria voce presso le istituzioni pubbliche e private. In questi anni si sono spesi soldi per qualsiasi iniziativa, spesso per cose davvero imbarazzanti. Questo, invece, è un libro che resterà per sempre patrimonio di una città che tiene alla sua civiltà e alla sua memoria.

 

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *