Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » In evidenza » L’arresto di Rocco Morabito, il boss della coca a Milano: vita da nababbo tra auto di lusso, ville e bunker

L’arresto di Rocco Morabito, il boss della coca a Milano: vita da nababbo tra auto di lusso, ville e bunker

L’arresto di Rocco Morabito, il boss della coca a Milano: vita da nababbo tra auto di lusso, ville e bunker
da Il Corriere della Sera del 05/09/17

Il boss della ‘ndrangheta preso in Uruguay dopo 23 anni di latitanza. Era il broker della droga a Milano. Nel 1994 fu incastrato da agenti sotto copertura ma riuscì a fuggire

di Cesare Giuzzi 

Per la sua nuova identità aveva scelto di ringiovanirsi di un anno e un giorno: «Francisco Antonio Capeletto Souza», nato a Rio de Janeiro il 14 ottobre 1967. Aspetto distinto, capelli e barba brizzolati, occhiali sottili di metallo e l’aria un po’ intellettuale. Dicono che si spacciasse per imprenditore nel ramo delle esportazioni, e dalla sua villa di via Curupay nella lussuosa Punta del Este, la Beverly Hills del dipartimento di Maldonado in Uruguay, in qualche modo pare che continuasse a coordinare le spedizioni dalle coste del Sudamerica alla «sua» Milano, abbandonata di corsa nel 1994 quando il pm Laura Barabini ne chiese l’arresto per traffico internazionale di droga.

Ma si dice che in questi 23 anni di latitanza Rocco Morabito, in realtà, in Italia e a Milano ci sia tornato eccome. <
Dal Brasile prima, dove sicuramente si trovava ai tempi dell’operazione «Fortaleza» ma anche successivamente, tant’è che sabato quando la polizia uruguaiana gli ha messo le manette ai polsi lui aveva addosso proprio un passaporto brasiliano, grazie al quale aveva anche ottenuto una carta d’identità in Uruguay. Si dice anche che per lungo tempo la caccia a ‘u Tamunga — soprannome ereditato dal vecchio fuoristrada militare tedesco Dkw Munga con il quale girava da ragazzo per le strade di Africo Nuovo (Reggio Calabria) — non sia stata così serrata come ci si attenderebbe per un boss condannato a 30 anni per narcotraffico e associazione mafiosa. Qualche anno fa gli investigatori raccolsero anche una voce — mai del tutto confermata, ma «verosimile» — secondo la quale la sua compagna, Paula Maria De Oliveira Correira, 54 anni, nata in Angola ma con passaporto portoghese, godesse di presunte «coperture politiche», tali da garantire anche «l’incolumità» del marito.

Continua su: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_settembre_05/arresto-rocco-morabito-auto-ville-bunker-scarface-latitanza-dorata-boss-cocaina-3931c1c2-91fa-11e7-a584-742676259d49.shtml?intcmp=exit_page

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 3442

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto