Mer. Giu 19th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

L’arte di leggere il futuro

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di Luigi Zampoli
di Luigi Zampoli

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Il cielo dei nostri tempi è sempre più nuvoloso, in senso stretto e metaforico; ci sono dei bagliori sempre più forti che annunciano cambiamenti, evoluzioni, svolte epocali.
Le cose complesse non avvengono quasi mai repentinamente, il tempo annuncia il suo passaggio ad altro tempo, i segnali che si manifestano vanno colti qua e là ed interpretati, senza alcuna certezza riguardante il loro futuro sviluppo, se non quella dell’avvicendarsi di una nuova stagione.
I processi di trasformazione della società corrono molto più velocemente delle decisioni dei governi e delle istituzioni sovranazionali, neutralizzati o ribaltati quando entrano in collisione con le istanze che provengono dal basso; le manifestazioni giovanili di questi giorni in Turchia hanno riproposto con drammatica forza le rivolte della primavera araba di due anni fa e l’Europa stessa è attraversata da fermenti e tensioni che sembrano avvicinarsi ad un orizzonte di stravolgimenti ormai imminenti.
Le crisi economiche, politiche e sociali hanno una connotazione virale, si propagano tra le metropoli e le nazioni arrivando con i loro echi alle piccole comunità, mettendo in discussione assetti internazionali consolidati e localismi anacronistici.
L’intero emisfero meridionale dell’Europa ribolle a causa di una disoccupazione che rappresenta il punto di rottura e di non ritorno della crisi, le masse di giovani disoccupati e studenti dilagano e lottano per difendere il proprio futuro, causando forti scossoni agli ordini costituiti ed ai governi a presidio degli stessi; in Italia, e qui al Sud, in particolare, sembra ormai vicina l’esplosione di una nuova gigantesca massa critica collettiva che andrà a prendersi ciò che le viene negato.
La politica dovrà per forza di cose ascoltare e canalizzare quest’insopprimibile esigenza di un nuovo corso, perché il rischio sarebbe il ritorno alle cupe atmosfere degli anni settanta, con le loro scie di violenza e destabilizzazione, come è stato evidenziato da alcuni sociologi in un articolo apparso su Repubblica qualche giorno fa.
La natura degli uomini non è diversa da quella del cielo: i grandi stravolgimenti, sia sociali che atmosferici, fanno sentire in anticipo i loro passi incipienti e nei momenti più acuti della loro furia fanno intravedere i profili del mondo che verrà.

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