Roghi dei veleni nella terra dei fuochi, l’assessore fa la ronda

Roghi dei veleni nella terra dei fuochi, l’assessore fa la ronda

Richieste di intervento tutti i giorni nella terra dei fuochi – a confine tra la provincia di Napoli e quella di Caserta – con i roghi dei rifiuti tossici, della plastica inquinante e dei pneumatici che avvelenano l’aria ed i polmoni degli abitanti delle città. Non c’è il tempo materiale di alzare lo sguardo per scrutare l’orizzonte ed il fumo nero che si alza da un rogo, che compare un altro fuoco ed un’altra colonna di fumo nero, e poi ancora un’altra e poi ancora un’altra dall’altro lato dell’orizzonte. Ci sono roghi tra le campagne nella periferia tra Giugliano, Qualiano e Villaricca, meglio nota anche come “Triangolo dei veleni” o “Terra dei fuochi”. Roghi di rifiuti e colonne di fumo nero a Caviano, Acerra, Afragola, Casalnuovo e Nola. Roghi nelle campagne tra Casapesenna, San Cipriano d’Aversa, Trentola Ducenta e San Marcellino, nel cuore del potere del più potente clan camorrista, quello dei casalesi. Per una strana coincidenza, che tale non è, qualche giorno fa un incendio ha distrutto oltre metà del grano pronto per la trebbiatura nel terreno della località Cento Moggia, a Pignataro Maggiore (Caserta), confiscato al clan Lubrano e gestito in via provvisoria dalla coop Terre di Peppe Don Diana creata dall’associazione Libera.
La lotta al fenomeno, iniziata alcuni anni fa, ha prodotto pochi risultati, occorre prevenzione e senza uomini, mezzi e risorse adeguate, purtroppo c’è poco da fare. A più riprese le istituzioni, i Comuni e la Prefettura, hanno annunciato interventi di vario tipo, che hanno prodotto solo un rallentamento del fenomeno e per un breve periodo di tempo. E intanto il rischio tumore è di molto superiore alla media nazionale in questi luoghi che spesso coincidono, geograficamente, con la presenza di discariche della camorra, di rifiuti interrati e di cave utilizzate come sversatoio abusivo.
Don Maurizio Patriciello, parroco a Caivano, provincia di Napoli, dai microfoni di Radio Vaticana qualche giorno fa raccontava così il fenomeno: «Ci sono decine e decine di roghi ogni sera, ogni pomeriggio, ma soprattutto di notte, che vengono appiccati: sono tonnellate di pneumatici che bruciano e su questa montagnole, su queste pile, vengono poi fatte bruciare sostanze tossiche che vengono in questo modo smaltite senza lasciare traccia. La mia parrocchia è in provincia di Napoli, ai confini con Caserta, e questo rende più difficile la responsabilità dei vari Comuni che fanno a “scaricabarile”… Siamo a cavallo di due province, Napoli e Caserta, e con la complicità dei fratelli rom – che per pochi soldi sono le prime vittime che, purtroppo, si trasformano in carnefici – appiccano questi roghi che sprigionano un fetore infernale e sostanze tossiche che vengono inalate da bambini, ammalati, adolescenti. C’è questo spettacolo terrificante. I morti per tumore ormai non si contano più. I parroci che stanno in prima linea sanno molto bene quanti funerali hanno celebrato e stanno celebrando. Anche dai manifesti funebri si nota che ormai non c’è più nessuno che supera la soglia dei 50 anni e non bisogna neanche chiedere più perché una persona muore. Ormai stiamo morendo tutti di tumore sotto gli occhi di tutti».
Per combattere il fenomeno, però, si continua a studiare di tutto: a Giugliano, nel napoletano, sono nate le guardie ambientali che affiancano la Polizia Municipale nelle attività di vigilanza e controllo del territorio, mentre nel Comune di Acerra, è l’assessore comunale all’ambiente, Vincenzo Angelico, uomo della Guarda di Finanza prestato alla politica, a scendere in prima linea con la Polizia municipale e gli uomini della Protezione civile per pattugliare il territorio. I controlli sono iniziati proprio di recente, e sono stati posti in essere in applicazione di un dispositivo emanato dall’Amministrazione comunale che ha permesso di individuare roghi nelle aree confinanti il territorio acerrano con quello degli altri comuni. Necessario l’impiego anche di autobotti della Protezione civile per far terminare l’esalazione di fumo nero e odore di plastica bruciata. «Questa è casa nostra – ha spiegato l’assessore Angelico – e la dobbiamo difendere contro chi vuole inquinarla e distruggerla, continueremo a lavorare per il bene del territorio acerrano con un unico grande fine, riuscire a fermare i roghi ed il degrado in cui versano alcuni punti del territorio comunale».

 

redazioneIconfronti

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