L’attacco di Famiglia Cristiana a Cl? Puro livore di sacrestia

di Gigi Casciello

Molto ragionamento e poca osservazione conducono all’errore, molta osservazione e poco ragionamento  portano alla verità. Alexis Carrell, il biologo filologo francese, premio Nobel nel 1912, pronunciò queste parole quando assistette a un miracolo a Lourdes. Si convertì così: guardando, osservando il miracolo non ragionando su un evento straordinario o sulla fede.
Monsignor Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, movimento ispiratore del  Meeting di Rimini, citava spesso Carrel, uno dei “maestri” di riferimento di Cl. Ma chiaramente Carrel non sarà un riferimento dei paolini, editori di Famiglia Cristiana, il settimanale che non perde occasione per prendersela con il Meeting di Rimini usando una supponenza e luoghi comuni che rimandano a un antico ostracismo da parte della Chiesa italiana nei confronti di Cl. Persino clamorosi negli anni Ottanta e Novanta gli attacchi che Famiglia Cristiana muoveva a Il Sabato, il settimanale vicino a Cl del quale non gradiva la maggiore considerazione goduta negli ambienti politici oltre che una più diffusa ed autorevole presenza nel mondo giovanile.
E alla fine Famiglia Cristiana, preferendo ragionare su ciò che possa muovere il Meeting e i suoi migliaia di volontari, giudica inopportuni gli applausi che il pubblico della Fiera non ha lesinato a Mario Monti quando il Premier ha detto che la fine della crisi è vicina. E cosa avrebbero dovuto fare i giovani del Meeting, rispondere con i fischi a qualche parola di speranza che finalmente veniva dal Premier? Che poi sia discutibile l’improvviso ottimismo di Monti, a fronte delle difficoltà vere delle famiglie italiane, è altra cosa.
Chi almeno una volta è andato al Meeting sa bene che lì le contestazioni non mancano e che certo Mario Monti ha poco per suscitare entusiasmo tra i ciellini, ma un applauso è sufficiente per far scrivere a Famiglia Cristiana che a Cl e agli organizzatori del Meeting fa comodo compiacere il potere. Il punto è che a Famiglia Cristiana non è andato giù il clamore dato all’intervento di Monti a Rimini, a differenza dell’intervista, quella sì asettica e fintamente critica, rilasciata qualche settimana fa dal Premier proprio al settimanale dei paolini.
In quanto al compiacimento dei potenti da parte del Meeting e di Cl è evidente che a Famiglia Cristiana, così come a quella parte dell’associazionismo cattolico che non perdona a Cl di aver reso viva la presenza dei cattolici nelle scuole, nell’Università, nella politica dove invece altri l’avevano trasformata in una sorta di associazionismo filantropico pronto ad accogliere tutto per essere accolto dalla cultura laicista, faccia difetto la memoria. Chi ha difeso contro tutto e tutti l’allora presidente della Repubblica Cossiga, chi a metà degli anni Ottanta si schierò contro lo strapotere di Ciriaco De Mita al tempo segretario nazionale della Dc e presidente del Consiglio? Chi tirò fuori prima di tutti lo scandalo dei miliardi sprecati nella ricostruzione in Irpinia? Solo Cl.
Ecco, basta osservare per capire. E far memoria.

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