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Laziogate, Fiorito arrestato per 1 milione e 300mila euro di bagordi

Laziogate, Fiorito arrestato per 1 milione e 300mila euro di bagordi

Pericolo di reiterazione del reato. È quanto indicato nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla magistratura romana nei confronti dell’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito. Tra le perquisizioni che la Guardia di Finanza sta eseguendo c’è anche quella dell’abitazione romana dell’esponente politico. «Stiamo valutando le motivazioni addotte dai magistrati», ha commentato l’avvocato Enrico Pavia, uno dei legali di Fiorito.
Contestata l’appropriazione di una somma ingente che si aggira intorno al milione e 300mila euro: è l’ammontare dell’arricchimento personale che la Procura di Roma ha contestato all’ex capogruppo Pdl. Secondo l’accusa  Fiorito ha movimentato oltre 6 milioni di euro. E attraverso 193 bonifici ha dirottato più di un milione e 380mila euro verso i propri conti. Queste sono le contestazioni nei confronti dell’ex capogruppo al consiglio regionale del Lazio. Gli accertamenti hanno riguardato la rete di finanziamenti attivati da Fiorito, attraverso i segretari del gruppo, Pierluigi Boschi e Bruno Galassi, anche loro indagati per peculato, ma nei cui confronti non sono state adottate misure. Inoltre,  con i soldi del partito, riversati in un conto nella sua disponibilità, l’esponente del Pdl alla Regione Lazio si è comprato la caldaia della sua villa a San Felice Circeo. E’ questa una ulteriore contestazione presente nell’ordinanza di custodia eseguita oggi nei confronti dell’ex capogruppo Pdl alla Pisana. Secondo quanto si è appreso i magistrati hanno anche acclarato che lo stesso ex sindaco di Anagni, nello stesso modo, nel febbraio scorso, ha acquistato una Jeep Wrangler di 36mila euro.
Ad eseguire l’arresto di Franco Fiorito sono stati i militari del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, che in queste ultime settimane si sono concentrati sullo studio dei conti del Pdl. Le Fiamme gialle stanno anche eseguendo una serie di perquisizioni nelle abitazioni dell’ex capogruppo del Pdl alla Pisana.
Secondo i giudici Franco Fiorito avrebbe messo in atto un “inquinamento probatorio” attraverso “il depistaggio mediatico nei confronti dei testimoni a suo carico”. E’ quanto scrive il Gip del tribunale di Roma nell’ordinanza di custodia cautelare con cui dispone l’arresto dell’ex capogruppo del Pdl alla regione Lazio. Nella stessa ordinanza viene anche contestato a Fiorito di “non essere stato prontamente reperibile” in occasione della perquisizione del 14 settembre scorso. In quell’occasione, è detto nel provvedimento, i finanzieri non hanno infatti trovato la documentazione sottratta al gruppo Pdl della Regione, che invece lo stesso ex capogruppo ha consegnato ai magistrati 5 giorni dopo.

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