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Laziogate / Tutte le spese del Consiglio regionale e della Polverini

Laziogate / Tutte le spese del Consiglio regionale e della Polverini

Da 79,4 milioni a 96,7 fino a toccare quota 103,5. Dal 2009, ultimo anno della giunta Marrazzo, al 2011, le spese del Consiglio regionale del Lazio sono aumentate di circa 24 milioni. Una cifra che, nell’era Polverini, si riduce solo nelle previsioni del 2012 con un bilancio fissato a quota 98,4 milioni. Lo rivela un documento dei Radicali, redatto su dati del Bollettino Ufficiale della Regione, secondo cui anche i contributi per il funzionamento dei gruppi consiliari hanno registrato un andamento analogo: nel 2009 si attestano a 4.500.000 di euro, l’anno successivo raddoppiano a 8.450.000 euro; e per gli ultimi due anni bisogna accontentarsi delle previsioni: 8.900.000 euro per il 2011 e 4.600.000 euro per il 2012. Ma ora si cambia rotta. Sulla scia dello scandalo Fiorito e dell’ultimatum che la governatrice Renata Polverini ha dato all’Aula del Consiglio lunedì scorso, i provvedimenti comunicati dalla Pisana parlano solo di tagli. La proposta che verrà esaminata venerdì prossimo prevede la soppressione delle tre commissioni speciali e il dimezzamento di quelle ordinarie, da 16 a 8. Ieri l’Ufficio di presidenza di Mario Abbruzzese ha approvato la riduzione delle auto di servizio della Pisana da 28 a 5, l’azzeramento dei fondi destinati all’attività dei gruppi e la sospensione di quelli per il loro funzionamento, il dimezzamento dei soldi destinati al rapporto eletto-elettore e niente consulenti per l’ufficio di presidenza. Azzerato anche ogni investimento in conto capitale per le strutture del Consiglio regionale come ad esempio la costruzione di nuove palazzine, per circa 10 milioni di euro. L’obiettivo è arrivare a 20 milioni di tagli per il 2012. Ma intanto, parallela alla crisi che scuote la maggioranza di governo, monta la polemica sulle spese. Il vicepresidente dei senatori Pd Luigi Zanda sottolinea: «Durante la presidenza Polverini c’è stata un’impressionante lievitazione delle dotazioni finanziarie del Consiglio regionale, dei Gruppi Consiliari, e della Giunta». «Zanda non sa quello che dice – replica l’assessore al Bilancio Stefano Cetica – quando afferma che sotto la Presidenza Polverini c’è stata una impressionante lievitazione delle dotazioni finanziarie del Consiglio regionale, visto che a fronte di un incremento complessivo del 27% dal 2010 al 2012 se ne registra uno del 68% dal 2007 al 2010 quando nel Lazio governava il centro sinistra».
Ma stando a quanto rivela il Corriere della Sera, ci sono anche altre cifre su cui riflettere e riguarderebbero proprio la presidente Polverini, che adesso sta cercando di “ricostruirsi una verginità politica”. Le foto, alla Regione Lazio, ad esempio, costano care. Non solo quelle della consigliera Veronica Cappellaro, che ha usato mille euro dei fondi Pdl per un book in uno studio del centro di Roma. Ma anche quelle della presidente Renata Polverini che, da inizio legislatura, non ha badato a spese: tra le delibere di assunzione della sua giunta, infatti, c’è anche quella di Edmondo Zanini, fotografo della presidente, che costa alla Regione 75 mila euro l’anno. Zanini la segue da sempre e, quando Polverini viene eletta, entra a far parte del suo staff come «responsabile comunicazione e grandi eventi». Quella del fotografo non è l’unica assunzione che ha fatto discutere. A ottobre 2011, Gabriella Peluso viene chiamata a guidare la «Verifica dell’attuazione delle politiche regionali e del programma di governo»: contratto da dirigente, costo 122 mila euro l’anno. La Peluso è la compagna di Salvatore Ronghi, potentissimo segretario generale della Regione a 189 mila euro l’anno, uno del gruppo ex Ugl, di cui fanno parte anche il capo di gabinetto Giovanni Zoroddu e l’assessore al Bilancio Stefano Cetica. La Polverini si fida quasi esclusivamente di loro e Ronghi, insieme a Cetica, è lo stratega di «Città nuove», la fondazione della presidente che punta a diventare un partito. Cetica, invece, è il braccio della Polverini nell’azione amministrativa. Passa tutto da lui, decisioni politiche e finanziarie. Se l’assessore dà «parere negativo», la proposta di legge (lo hanno ricordato i Radicali, citando una serie di tagli che volevano introdurre) viene cassata. Altrimenti, si va avanti. Come nel caso dei fondi dati direttamente ai partiti, norma voluta dalle forze politiche, approvata in consiglio, ma col «lasciapassare» della giunta. Anche i vitalizi agli assessori esterni sono transitati nelle mani di Cetica, su indicazione della Polverini. Prima non c’erano, adesso sì. E visto che, nell’esecutivo regionale, gli assessori (14) sono tutti esterni, quei vitalizi costeranno ai contribuenti circa un milione lordo l’anno per circa un trentennio. Frutto della mancata presentazione della lista Pdl alle elezioni 2010: chi doveva entrare in consiglio regionale è stato «risarcito» prima entrando in giunta e poi col vitalizio. Basta una legislatura, per portarsi a casa circa 3 mila euro al mese. Tutta la giunta, pensione a parte, costa 5 milioni l’anno: se gli assessori fossero «interni», cioè eletti in consiglio regionale, si risparmierebbe oltre un milione. Senza contare i circa 270 contratti stipulati, tra consulenti e collaboratori a tempo determinato. Dirigenti, portaborse, segretarie, addetti stampa. Ogni assessore ha diritto a uno staff di dieci persone, ma – con lo «spacchettamento» di contratti full time – si arriva al numero di 189 persone. Il record ce l’ha Gabriella Sentinelli (Istruzione), con 17 persone nello staff. In mezzo, c’è un po’ di tutto: qualche volto noto (l’ex calciatrice Carolina Morace), l’ex estremista di destra Adriano Tilgher, parenti di assessori regionali o del Comune di Roma, la compagna dell’ex sottosegretario al Mibac Francesco Giro. E’ vero che auto blu e di servizio sono state ridotte, ma restano sempre un bel numero, 68. Mentre le società regionali si sono allargate a dismisura: a «Lazio Service», nel 2010 (a cavallo tra le giunte di centrosinistra e centrodestra) sono entrati 200 dipendenti in più, toccando quota 1.300. Per andare in elicottero alla sagra del peperoncino di Rieti, la Polverini disse di non aver utilizzato soldi pubblici: era un passaggio, della ditta che forniva i mezzi alla Protezione civile regionale. E altre polemiche ci furono per la vicenda della casa popolare, di cui usufruiscono governatore e marito dagli anni 90, a poche centinaia di euro al mese. La Polverini, ora, annuncia trasparenza: «Lunedì mettiamo online i conti della mia Lista».

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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