Le aziende editoriali siano più trasparenti

Le aziende editoriali siano più trasparenti
di Barbara Ruggiero
Il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Iacopino
Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Iacopino

L’istituzione di un registro degli editori e di un giurì dell’informazione e la riforma dell’Ordine dei giornalisti. Sono questi i temi di cui i rappresentanti del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti hanno discusso ieri in audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.

Enzo Iacopino, Paolo Pirovano ed Ennio Bartolotta – rispettivamente presidente dell’Ordine, segretario e direttore – sono stati ascoltati dalla Commissione, presieduta da Anna Finocchiaro, in merito al disegno di legge che riguarda le provvidenze in tema di editoria e di pensionamento dei giornalisti, che contiene anche una serie di norme sulla composizione e le competenze del Consiglio Nazionale dell’Ordine.

Iacopino ha fatto presente la necessità che le imprese editrici documentino i pagamenti effettivi delle retribuzioni e degli oneri previdenziali dei giornalisti da parte delle aziende che chiedono di accedere ai finanziamenti pubblici. L’Ordine aveva già preso una dura posizione sull’argomento lo scorso mese di marzo al momento dell’approvazione del ddl alla Camera, quando fu chiaro che, secondo il ddl approvato, gli editori che usufruiscono di fondi pubblici non sono tenuti a documentare la regolare retribuzione dei giornalisti.

I rappresentanti dell’Ordine hanno chiesto, inoltre, l’istituzione di un registro degli editori utile a rendere pubbliche le partecipazioni societarie delle società editrici; un modo per fornire ai lettori trasparenza e chiarezza rispetto agli interessi di coloro che “producono” l’informazione in Italia.

Sul tavolo di discussione anche la possibile istituzione di un giurì dell’informazione che dovrebbe fornire risposte concrete e rapide ai cittadini che si ritengano lesi da comportamenti deontologicamente scorretti da parte di chi fa informazione.

Nota a parte per quello che riguarda la riforma dell’Ordine dei giornalisti. Il provvedimento “milleproroghe” ha ufficialmente fatto slittare di sei mesi le elezioni per il rinnovo delle cariche (da maggio a dicembre). Nel frattempo, il Parlamento dovrebbe mettere mano a una riforma in passato più volte auspicata: la legge istitutiva dell’Ordine risale al 1963 e da più parti in passato si è chiesta la revisione di una norma oramai vecchia di oltre cinquanta anni.

Sul tema della riforma, Iacopino ha rivendicato importanza e ruolo delle funzioni svolte dal Consiglio nazionale, specificando che un ridimensionamento eccessivo della sua composizione mortificherebbe l’organismo nel suo ruolo e nelle sue funzioni. Uno dei nodi principali della riforma riguarda proprio il numero dei componenti del Consiglio nazionale che a oggi supera le centocinquanta unità, essendo cresciuto proporzionalmente rispetto al numero degli iscritti. Il ddl approvato alla Camera prevede che il numero di consiglieri nazionali sia di massimo trentasei unità.

redazioneIconfronti

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