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Le barbarie italiche

Le barbarie italiche
di Luigi Zampoli

DiazDesta impressione leggere che il più alto organo giurisdizionale europeo ha condannato l’Italia per “tortura”. Diciamola meglio: la condotta delle forze dell’ordine italiane, in occasione della tristemente nota irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, “deve essere qualificata come tortura”. È quanto ha solennemente stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia sia perché priva di una legislazione adeguata che preveda e punisca il reato di tortura sia per le lesioni riportate a Genova da uno dei manifestanti, brutalmente pestato. Una circostanza che suscita di nuovo clamore, nonostante i 14 anni trascorsi da quando, nel 2001 (ossia “oggi”), i ragazzi che dormivano in una struttura pubblica messa a disposizione dalle autorità cittadine furono picchiati selvaggiamente dalla polizia, senza che vi fossero poi conseguenze penali di rilievo per i responsabili.  Una impunità garantita da una grave lacuna legislativa, come ha sottolineato la sentenza della Corte di Strasburgo,  e da un intreccio di omertà e coperture. In pratica, in una nazione moderna e democratica quale la nostra, lo Stato italiano ha di fatto preferito proteggere i propri apparati piuttosto che i propri cittadini e quelli di altri paesi, che al tempo protestarono duramente contro la gestione italiana dell’ordine pubblico.
La Corte nel suo provvedimento snocciola un vero e proprio “cahiers de doléances” nei confronti dell’Italia, descritta come un Paese che non garantisce il diritto alla sicurezza e all’incolumità della collettività nei confronti degli abusi delle forze dell’ordine! Dal 2001 ad oggi nulla è stato compiuto in tal senso dalle nostre autorità politiche, per cui ci ritroviamo a dover ora subire un’umiliante condanna che, in fondo, riguarda tutti noi come Stato-comunità e che ci mette di fronte alla questione della tutela dei diritti umani, stavolta proprio qui, in casa nostra, e non in un lontano paese governato da una feroce dittatura…
Chiusa la vicenda giudiziaria, questa condanna, formulata da un’entità sovranazionale, impone all’Italia l’adozione di pronti ed efficaci rimedi legislativi, una risposta doverosa da dare ai cittadini italiani ed europei. Sarebbe auspicabile un momento di coesione e trasversalità tra tutte le forze dell’arco parlamentare per riportare, con la massima urgenza, il nostro Paese nel novero delle nazioni con il più alto tasso di civiltà giuridica e tutela dei diritti umani e civili.
Ripartire da questa decisione della Corte europea dei diritti umani per recuperare l’onore e la dignità perduti in quei drammatici giorni di Genova significa non solo inserire nell’ordinamento il reato di “tortura”, ma soprattutto rinsaldare l’indispensabile rapporto di fiducia e rispetto reciproci tra cittadini e forze di polizia.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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