Dom. Lug 21st, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Le bustine di zucchero e il ruvido elogio dell’indelicatezza

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di Vincenzo Pascale (da N.Y. City)

La trovata pubblicitaria di una azienda con sede in Battipaglia distributrice di bustine di zucchero ha fatto il giro del mondo. Non per genialità comunicativa, non per design innovativo, ma semplicemente per una atavica deficienza italica di considerare il political correct riduttivo per la propria espressività individuale. Insomma, pur di affermare il proprio punto di vista, ovverossia il proprio ego, non si lesina nel dare da parte di un sindaco del camorrista a un direttore di giornale, nel dare dell’idiota a una persona diversamente abile, nel rivolgersi a una donna con epiteti da postriboli. Ora il problema, oltre che essere culturale, riassume la incapacita di vivere la differenza: sia essa espressa da un immigrato, da un gay, da una lesbica, da un diversamente abile. Vivere la diversità, assimilarla nella propria identità individuale e collettiva è una delle sfide culturali che il nostro Paese si trova a fronteggiare. L’istanza è ancora più forte al Sud, dove una cultura della permessività e della inciviltà è travasata nel relegare l’offesa personale e collettiva a vanto creativo o forbito esercizio linguistico.
Rimedi? Certo che ve ne sono. La scuola in primis dovrebbe creare, e spesso lo fa, un ambiente di apprendimento dove la differenza culturale, di genere e di sesso, venga discussa e valutata alla luce del rispetto della persona e dei diritti umani della stessa. Forse un altro esempio potrebbe venire proprio da politici che in questi anni ci hanno inondato di litigi televisivi al limite del vituperio.
Recuperare una civile cortesia non può che far bene al Paese e forse anche al consumatore.

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