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Le confessioni di Fantozzi. Paolo Villaggio sabato al Teatro Parmenide ad Ascea

Le confessioni di Fantozzi. Paolo Villaggio sabato al Teatro Parmenide ad Ascea
Registriamo in questa rubrica le voci e le attivitĂ  dei nostri contatti senza alcuna mediazione, verificando soltanto la veridicitĂ  delle informazioni trasmesseci. Qualche nostro eventuale intervento avrĂ  il solo scopo di garantire una maggiore chiarezza del messaggio.

Dopo un esordio di cartellone da tutto esaurito con Federico Salvatore, proseguono gli appuntamenti all’insegna del grande teatro ad Ascea Marina (SA). Sul palco dell’Auditorium Parmenide sabato 15 dicembre alle ore 21 ci sarà, infatti, Paolo Villaggio in uno spettacolo da lui ideato e diretto.
A fronte del record di ingressi della prima serata e dell’ottimo risultato ottenuto negli abbonamenti il direttore artistico Carlo Sacchi ha espresso legittima soddisfazione. «La straordinaria risposta che abbiamo avuto dal pubblico conferma la scelta di dare vita a questa stagione teatrale ad Ascea, riempiendo di nuovi contenuti la splendida sala teatrale che appartiene al complesso della Fondazione Alario».
Definire un monologo lo spettacolo di Villaggio è riduttivo. Il grande artista ligure accompagna, infatti, per mano gli spettatori nei meandri della sua mente, aprendo il suo mondo con lucida follia. Ispirandosi ai testi “Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda” e “Delirio di un povero vecchio”, ripercorre la sua vita di artista poliedrico, interprete di notissimi personaggi legati ad una comicità paradossale e grottesca, ma capace anche di ruoli drammatici, dalla carriera straordinaria sia per i successi televisivi che cinematografici. Si parte dai tempi in cui era animatore sulle navi della Costa Crociere, avendo come compagno di viaggio Fabrizio De Andrè, fino alla creazione del ragioniere Ugo Fantozzi, dai libri tradotti in Francia, Sud America e Russia, ai film di successo diretti da registi come Marco Ferreri, Luigi Comencini, Lina Wertmuller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Fellini, Monicelli, Olmi e Lina Wertmüller. Lo stesso Federico Fellini ha scelto Villaggio per il ruolo del paranoico Gonnella, accanto a Roberto Benigni, nel film La voce della luna del 1990, una pellicola che gli è valsa un David di Donatello come miglior attore protagonista.
Da grande affabulatore, qual è, anche in questa divertente e riflessiva performance Paolo Villaggio dosa voce e movimento con maestria, non disdegnando di analizzare tematiche legate all’attualità, alla politica e alla satira di costume. Tra le molte miserie che non teme di affibbiarsi, è innegabile il coraggio di dire sempre quello che pensa, senza mezze misure.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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