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Le illusioni perdute

Le illusioni perdute
di Nicoletta Tancredi

Bimba-scale“Ed ora torniamo a casa!” dico a Paola e Camilla con voce pacata e ferma, prima di svoltare l’angolo.
Paola resta in silenzio. Ma il problema non è lei. Paola, può essere più complicato persuaderla ad uscire che a rientrare.
L’osso duro è Camilla. I suoi acuti “Casa no! Casa no! Casa nooooooo” riecheggiano in tutto il quartiere, non appena siamo a trenta metri dal portone. È a questa distanza più o meno che la piccola creatura, tutta “impacchettata” in gonnellina, codini, borsetta e cappellino, la stessa, che incontrata all’uscita del portone saluta cordiale e saltella sorridente, comincia a divincolarsi. Tenta di lasciarmi la mano, si dispera, si fa trascinare, in un timpano-perforante “casa nooooo”. Insomma, certamente non passiamo inosservati. E mi sono convinta che sia questo il motivo per cui non incontriamo nessuno, quando torniamo a casa.
Ma torniamo a noi.
Dicevo: Paola resta in silenzio e Camilla risponde. E non con uno dei suoi soliti e ultradecisi “nnnnno”. Ma con un “chi”. “Sì” nella lingua di chi pronuncia le sibilanti.
Dentro di me ho un fremito di gioia. Come quando lavori con impegno e da tempo perché le tue figlie ti ascoltino a fare qualcosa. E finalmente ci riesci.
“Bene” affermo, contenta. E cammino a testa alta. E se dovessimo incappare in qualche vicino ficcanaso proprio ora ne sarei particolarmente beata.
Lascio la mano a Paola per aprire il portone. Quella di Camilla è nella mia. Tenera e beneducata.
Facciamo le scale che portano all’ascensore. Anche qui nessun capriccio. Nessun pianto. Si sente solo il rumore dell’ascensore. Oggi sì che porto un risultato importante a casa. Sarà stata la passeggiata sulla lungomare, penso. Oppure le bolle di sapone, l’avranno divertita e soddisfatta. O il fiore “della domenica”, ne ha scelto uno tutto per sé. O c’era qualcosa di magico nella “cina”, la briochina presa in pasticceria. Mentre vado ragionando sulla molla che l’ha resa obbediente, usciamo dall’ascensore tutte e tre.
A questo punto lascio la mano a tutte e due (sul pianerottolo hanno entrambe piena libertà di movimento).
E infilo la chiave nella toppa.
Paola sgattaiola dentro felice.
Camilla… mi giro…Camilla… sta scendendo per le scale (!)
“Cccire mamma!” (Uscire, mamma!)

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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