Lun. Giu 24th, 2019

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Le “olgettine” al processo Ruby: Berlusconi ci paga gli studi

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Emilio Fede assiste all'udienza e commenta: «Ho ricevuto una grande serenità»

«Non ho più contratto Mediaset, Silvio Berlusocni mi aiuta con un bonifico bancario da 2550 euro al mese». Lo ha detto Aris Espinoza, una delle “olgettine” testimoniando al processo Ruby2 che vede imputati Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora di induzione alla prostituzione anche minorile. «Erano 6.500 euro che ha preso da Berlusconi?», chiede Sangermano. «Non me lo ricordo bene…», risponde la testimone, alla quale il pm ribatte: «non è verosimile che non si ricordi». E il presidente del collegio, Annamaria Gatto, ha ricordato alla Espinoza che la «reticenza di un testimone è equiparata alla falsità». Allora la donna ha replicato: «Può essere che in quella conversazione mi sia inventata qualcosa, non ricordo. Potrei aver millantato di aver ricevuto 6.500 euro per giustificare il fatto che non uscivo con il mio fidanzato». Durante la sua deposizione, Espinoza ha affermato di non avere «mai fatto sesso a pagamento con Berlusconi» e di non aver mai assistito a palpeggiamenti da parte dell’ex premier nei confronti delle ospiti alle feste. Il pm ha contestato alla testimone una versione dei fatti diversa raccontata da Natasha Teatino, che partecipò ad una serata con la Espinoza e che disse di aver visto palpeggiamenti nelle parti intime del premier. «Quei 6.500 euro le sono allora piovuti dal cielo?». «Può darsi…». Il riferimento del pm è ad una intercettazione del 20 settembre 2010 tra la Espinoza e il suo fidanzato, Kevin. L’uomo accenna ai 6.500 che sarebbero stati ricevuti dalla sua compagna, che il giorno prima aveva partecipato ad una serata a villa San Martino.
Anche Ioana Visan, un’altra delle ospiti alle serata ad Arcore, ha raccontato, come già avevano fatto nell’udienza del processo Ruby Eli Toti e Aris Espinoza, di percepire mensilmente denaro da parte di Silvio Berlusconi e di avere incassato 10mila euro per il suo onomastico. «Mi dà 2mila euro al mese – ha rivelato la testimone – che poi sono le mie spese per l’università». Visan ha anche affermato di avere ricevuto, nel 2010, dall’ex premier «10mila euro per il mio onomastico». Rispondendo alle domande del pm Antonio Sangermano, ha detto che durante le serate a Villa San Martino, Berlusconi consegnava «buste di contanti, a volte da 2mila, a volte da 5mila euro, alle ospiti, ma questi soldi non erano un corrispettivo per atti sessuali». Anche lei ha abitato in via Olgettina: «A pagare era il presidente e Nicole Minetti faceva da tramite e gestiva un po’ questa situazione». A proposito di Ruby, la teste ha poi raccontato che, durante alcune serate, «Nicole parlava male di Ruby, diceva che era una scappata di casa e una pr». Emilio Fede, invece, lasciando il tribunale di Milano, dopo aver assistito ad un’udienza, ha riferito: «Sono stato contento di esserci perché volevo vedere e ho ricevuto una grande serenità, grazie anche al mio nuovo avvocato». Accanto a Fede, infatti, c’era il suo nuovo legale, Alessandra Guarin, che ha preso il posto di Nada Alecci e Gaetano Pecorella. «Mi auguro che giustizia sia fatta – ha concluso -, alla storia passerò per quello che ho fatto da giornalista». Fede ha ricordato anche il periodo in cui veniva da direttore del Tg4 a Palazzo di Giustizia di Milano all’epoca di Mani Pulite e i collegamenti fuori dal tribunale del suo cronista Paolo Brosio. Ha inoltre detto di aver ammirato oggi «la chiarezza del presidente del collegio giudicante», Annamaria Gatto. A un cronista che gli ha domandato se sia corretto che l’imputato Berlusconi continui a dare soldi alle ragazze- testimoni, Fede ha replicato: «Non è una scoperta: Berlusconi ha dichiarato in piena coscienza che aiuta queste ragazze». L’ex direttore del Tg4 inoltre ha smentito che ci siano stati problemi negli ultimi giorni con i suoi precedenti legali. «Ieri ho mandato un messaggio alla mia amica Nadia Alecci – ha chiarito – le ho scritto “oggi umanamente mi mancherai”, io ho solo espresso una preoccupazione sulle cifre che ci sono da sborsare agli avvocati, e questo non è un delitto».

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