Le pretese riformatrici del Governo Monti

Le pretese riformatrici del Governo Monti
di Gigi Casciello

C’è stato il tempo del nettare e dell’ambrosia. C’è stato il tempo delle città da bere e di quelle delle notti interminabili ed allegre, sempre lievi perché lo sarebbe stato anche il domani. Quel tempo c’è stato ed è lontano. Lontanissimo. Adesso ci toccano giorni dettati da un moralismo ispirato da un Governo senza legittimazione popolare, che pretende di gestire anche la Rai con i banchieri, che incassa improbabili riconoscimenti a Berlino ma che non sa individuare una strada possibile per la crescita. Ed ogni giorno da mesi non c’è titolo di apertura di giornali che non resoconti di euro che crolla, spread che sale, lavoro che non c’è. Non ci risparmiano neologismi angoscianti: esodati, che in pratica vuol dire fregati, dallo Stato e da un ministro come la Fornero che ha confuso il ruolo di ministro con quello, che le riesce sicuramente meglio, di docente universitario incapace di coniugare la teoria con la prassi. E ieri che a Roma è arrivato anche il presidente francese François Hollande (nella foto con il presidente Monti) è andata in scena un’altra pantomima sull’asse Parigi-Berlino-Roma con l’ennesima enunciazione sulla  crescita da far ripartire perché in un’Europa che affonda o ci si salva tutti insieme o si va a picco in un abbraccio letale. E con l’euro che fa fatica a stare a galla non basta comunque la convergenza di vedute tra Hollande e Monti con il primo con la necessità di gestire il recente successo ed il secondo con la pretesa di andare ben oltre il mandato di tirare l’Italia fuori dalle secche della recessione. Ma su un punto Monti ha ragione: se non c’è crescita non sarà facile convincere l’opinione pubblica sulla necessità dei tagli alla spesa pubblica. Operazione complicata per tutti i Paesi dell’Eurozona ma che in Italia diventa impresa improbabile per la crescente sfiducia nei partiti e per l’autoreferenzialità di un governo tecnico che adesso, come dimostra il ddl sulla corruzione, ha anche la pretesa di riformare la politica.

redazioneIconfronti

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