Le tasse riaccendono lo scontro tra Monti e Berlusconi

MONTI: UN ANNO GOVERNO TECNICO ALL'INSEGNA DEI SACRIFICI PER FUTUROÈ scontro sull’Imu fra il Presidente del Consiglio Mario Monti ed il leader del Pdl, Silvio Berlusconi che, a meno di un mese dalle elezioni, annuncia un possibile condono tombale qualora dovesse tornare al Governo. «E poi cos’altro?» replica Mario Monti che è il primo a sferrare, di buon mattino, l’attacco al Cavaliere che ha annunciato la restituzione della tassa: «meraviglioso, non è la prima volta che qualcuno cerca di comprare il voto degli italiani». Non solo voto di scambio, per il professore, ma un «simpatico tentativo di corruzione» che più tardi si colora anche di «qualche elemento di usura» perché se si chiederà agli italiani di pagare più tasse, «ciò avverrebbe in condizioni più negative rispetto al quasi crack finanziario del 2011». Fra una trasmissione radio e un intervento Tv, il Presidente del Consiglio tira fuori gli artigli: Berlusconi prende a schiaffi i sacrifici degli italiani, dice Monti, poi boccia come vulgata ciarlatana la sua presunta appartenenza ai poteri forti, lancia stoccate ai partiti tradizionali che per 20 anni hanno fatto crescere l’Italia meno degli altri, ricorda che Imu ed F35 sono decisioni prese dai governi precedenti, si sofferma sui «molti colleghi innervositi» dal fatto che lui «possa parlare di riduzione delle tasse», dice che voterebbe per Giorgio Napolitano di nuovo al Colle e su Vendola, che ogni «x giorni» lo definisce incompatibile in cui Governo con Sel, osserva: è un problema che pone a Bersani. A stretto giro di posta arriva la replica, un vero fiume in piena, di Berlusconi: «Monti ne dice tante di stupidaggini. Se in Italia c’è qualcuno che è credibile questo è il sottoscritto». «Chiedo agli italiani di dare al Pdl, e cioè al sottoscritto Silvio Berlusconi, la maggioranza e non avere più tra i piedi i Fini, Casini e Follini», aggiunge e ribadisce: «non è vero che abbiamo lasciato l’Italia sul lastrico: è il più grande imbroglio che hanno detto Monti e certi giornali. Noi siamo stati mandati via per una specie di colpo di Stato», accusa il Cavaliere e rilancia: l’Italia è un Paese ingovernabile in cui i sindacati hanno il vero potere. In grande forma, il Cavaliere attacca le toghe che indagano su Mps («non ne hanno messo in galera uno, se si fosse trattato di noi ci sarebbero state decine di persone in galera»), poi liquida l’ironia della rete sulla sua proposta per l’Imu con un «ci fanno tanta pubblicità» e si dice pronto ad un accordo con le poste per la restituzione della tassa, propone di vendere a prezzo contenuto le case popolari dello stato alle famiglie, loda il responsabile Scilipoti (“una persona davanti a cui togliersi il cappello”) e attacca il traditore Fini che di rimando gli risponde: è stata superata la soglia della decenza nella propaganda.

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