Le tv campane chiedono la cassa integrazione per altri 42 giornalisti

Le tv campane chiedono la cassa integrazione per altri 42 giornalisti

La crisi dell’editoria che attanaglia testate giornalistiche locali e nazionali non risparmia le emittenti televisive.
Quattro emittenti locali in Campania – stando a quanto riportato nei giorni scorsi da Il Velino – avrebbero avviato le pratiche per chiedere la cassa integrazione di 42 giornalisti e decine di dipendenti tra operatori, impiegati amministrativi e addetti all’editing. La crisi dell’emittenza pubblica in Campania coinvolgerebbe, stando ai dati dell’agenzia di stampa, almeno cento posti di lavoro. Dipendenti e giornalisti sono sul piede di guerra: la richiesta di cassa integrazione è stata letta da tutti come il preludio di licenziamenti.
Canale 21, Canale 9, Televomero e Canale 8 hanno da tempo dato vita al Consorzio Campania Media Group, nato con l’avanzare della crisi e per far fronte a necessità contingenti, come per esempio anche le trasferte del Napoli, tentando la strada della riduzione dei costi. Il Consorzio, però, presentato come un’occasione di rilancio dell’emittenza locale, potrebbe apparire come un potenziale inizio della fine.
Le emittenti locali in questione beneficiano dei fondi pubblici, loro assegnati sulla base della legge 488/92, uno strumento attraverso cui il Ministero delle Attività Produttive mette a disposizione delle imprese che intendano promuovere programmi di investimento, nelle aree depresse, agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto. Ma la legge, considerando anche la realtà dei fatti, sarebbe oramai uno strumento abusato, tanto da far avanzare da più parti la richiesta affinché vengano riviste le norme che consentono l’accesso a queste agevolazioni.
Sull’argomento – come riporta anche il sito julienews.it – è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino, che nella giornata di ieri ha partecipato a un incontro organizzato dal Coordinamento dei giornalisti precari della Campania: «Lo stato delle quattro emittenti campane spiega in che situazione di crisi siamo. Ci sarebbe poi – ha chiosato Iacopino – da fare un ampio discorso sui finanziamenti che spettano a queste società».
La crisi dell’emittenza locale non caratterizza solo la Campania: lo scorso weekend hanno scioperato i giornalisti di Antenna Sud, emittente in cui i dipendenti lamentano il mancato pagamento degli stipendi – già tagliati del 40% – dal mese di agosto.
Fine delle trasmissioni anche per due storiche emittenti del gruppo Odeon in Lombardia: Telereporter e Telecampione. Addio posti di lavoro per 56 dipendenti su 97 tra giornalisti e tecnici.
Le cause della crisi che sta attanagliando anche il mondo dell’emittenza televisiva sono da ritrovare principalmente nella crisi del mercato pubblicitario e nei massicci investimenti tecnologici per il passaggio dall’analogico al digitale terrestre.

Barruggi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *