L’ecologia integrale del Papa mette d’accordo Curia e Comune

L’ecologia integrale del Papa mette d’accordo Curia e Comune
di Silvia Siniscalchi

12004928_10207353137727688_5936458666938977905_nPer il Comune di Salerno lo scorso 12 settembre è stata una giornata importante. Non poteva forse essere diversamente, considerandone la peculiarità numerologica: il 12 è misura filosofica (per i pitagorici racchiude la saggezza del 3), religiosa (le tribù di Israele, i discepoli di Cristo), esoterica (i segni zodiacali), cronologica (le ore della giornata), storico-sociale (a Sparta segnava la fine della fanciullezza), musicale (la dodecafonia di Arnold Schönberg), aritmetico-geometrica (è unità di più sistemi numerici e di misura antichi). E infine il 12, “visto allo specchio”, diventa 21, giorno della festività del santo patrono della “hippocratica civitas”. Sembra dunque il frutto di un’armonia prestabilita l’incontro avvenuto due giorni fa, nel Salone dei Marmi del Palazzo di città, tra il sindaco Enzo Napoli e l’arcivescovo di Salerno, Mons. Luigi Moretti, per la presentazione ai salernitani dell’enciclica di papa Francesco “Laudato si’”, nell’ambito della celebrazione della giornata diocesana dei festeggiamenti in onore di San Matteo e della giornata nazionale per la Custodia del Creato, che la Chiesa salernitana quest’anno ha celebrato nella sua decima edizione proprio il 12 settembre.

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Da sinistra: E. Guerra, A. Memoli, Mons. L. Moretti, E. Napoli e F. Giovanelli

Un incontro ufficiale per mettere la parola fine, alla vigilia delle celebrazioni di San Matteo, a polemiche passate e recenti, nel nome di una fattiva collaborazione tra la comunità ecclesiale salernitana e l’amministrazione cittadina nel perseguire insieme lo sviluppo integrale e sostenibile della città, così come indicato da papa Francesco nella sua enciclica. Un incontro importante, programmato da mesi, ma penalizzato quanto a partecipazione di pubblico da quanti, improvvidamente o volutamente, hanno deciso di organizzare nello stesso luogo, nello stesso giorno e alla stessa ora (le 10:00) la conferenza stampa per la presentazione in anteprima delle foto della spiaggia di Santa Teresa, ora restituita alla città. Una penalizzazione che si è riflessa anche sul piano mediatico, visto che nessuno dei giornalisti presenti nella Sala dei Marmi ha dato prova di avere colto il reale significato dell’evento in corso, concentrandosi piuttosto su banalità sconcertanti, quali la presenza di presunti “indizi probatori” della freddezza dei rapporti “stato-chiesa” a Salerno. Al contrario, l’evento, coordinato dall’Ufficio diocesano per i problemi sociali e del lavoro dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno – per il tramite del segretario, Antonio Memoli – e dal Comune di Salerno, si è svolto all’insegna di una complessa sinergia ideologico-culturale, grazie alla partecipazione di filosofi, scienziati, religiosi, giuristi, politici e rappresentanti della cultura laica e accademica.

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L’intervento del sindaco E. Napoli

All’introduzione di don Aniello Del Regno (Ufficio Problemi Sociali e del Lavoro della diocesi di Salerno) è seguita una densa Lectio brevis sull’enciclica di Flaminia Giovanelli, sottosegretario del Pontificio Consiglio Justitia et Pax (dicastero vaticano che ne ha seguito la stesura), grazie a cui sono stati preliminarmente evidenziati alcuni punti-chiave del testo: dall’antropocentrismo deviato, dal paradigma tecnocratico politico-economico e dal “deserto interiore” al “deserto esteriore”, ossia al disastro ecologico del nostro tempo, cui papa Francesco contrappone una visione olistica e unitaria del creato.
A partire dai punti principali dell’enciclica, il sindaco di Salerno, Enzo Napoli, si è a sua volta soffermato sul tema delle responsabilità, dei doveri e dei fini che la politica deve perseguire, ricordando, rispetto agli input del papa, alcune iniziative svolte dall’amministrazione comunale di Salerno a favore del risanamento della città dal punto di vista ambientale e antropico.
Il bisogno urgente di una ”ecologia integrale” fondata sull’idea di “relazione”, invocata quale presupposto su cui fondare una visione sistemica del mondo – ha sottolineato il giornalista Andrea Manzi, moderatore della successiva Tavola rotonda – coinvolge tutte le energie culturali, economiche e politiche della società civile, laica e religiosa.

A. Manzi (a dr.) con M. Adinolfi
A. Manzi (a dr.) con M. Tedesco e M. Adinolfi

In risposta a tali sollecitazioni, Massimo Adinolfi, filosofo editorialista de Il Mattino, ha evidenziato la necessità di affrontare la questione ambientale dal punto di vista innanzitutto politico, in un mondo dove il problema ecologico si salda con quello degli ultimi della terra. Più ardua gli sembra invece la questione del rapporto uomo-tecnica, che non può essere negativizzato in assoluto, come il papa tende a fare nella sua enciclica. Vincenzo De Feo, ordinario di biologia dell’Università di Salerno, nel mettere in chiaro le principali emergenze ambientali del mondo contemporaneo (tra cui la scarsità di acqua potabile, nuova causa di conflitti presenti e futuri), ha ricordato l’invito del papa alla necessaria sinergia tra teologia e scienza e a un concetto di equilibrio sistemico che gli scienziati conoscono e chiamano “climax”. Ermanno Guerra, assessore alla cultura e turismo del comune di Salerno, ha ripercorso i temi dell’enciclica, evidenziando di nuovo gli sforzi convergenti dell’amministrazione comunale per una promozione organica e coordinata delle iniziative riguardanti la città.

L'intervento di A. Tommasetti
L’intervento di A. Tommasetti

Aurelio Tommasetti, rettore dell’Università degli Studi di Salerno, ha ugualmente richiamato l’attenzione sulle eccellenze del proprio ateneo, in particolare rispetto ai positivi riscontri sulla sostenibilità dell’impatto ambientale e territoriale del campus universitario. Ha quindi ripercorso i temi dell’enciclica evidenziando la necessità di un’economia legata alla promozione del corpo sociale e non alla difesa degli interessi dei grandi gruppi finanziari e bancari.  Decisamente dirompente l’intervento successivo di don Aniello Manganiello, già parroco di Scampia, che – sollecitato da Andrea Manzi – ha denunciato senza mezzi termini le connivenze tra malavita organizzata e istituzioni: i crimini contro l’ambiente commessi in Campania, nella “Terra dei fuochi”, causa di malattie e di morte della popolazione, sono stati perpetrati anche a causa della decisione istituzionale di secretare le dichiarazioni rese già negli anni ’90 da personaggi come Carmine Schiavone. Decisione – ha aggiunto don Aniello – tanto più grave perché assunta da personalità influenti del tempo di origine campana, come l’allora ministro dell’interno, Giorgio Napolitano.

Don A. Manganiello
Don A. Manganiello

Sulla connivenza istituzionale, favorita dalla indeterminatezza legislativa oggi esistente in materia di reati ambientali, si è quindi soffermato anche Michele Tedesco, avvocato penalista, che ha sottolineato come la legge attuale tenda ad affidare ai magistrati il compito di determinare ciò che la legge stessa lascia nella indefinitezza, dando dunque ampio margine di manovra a chi voglia sottrarsi alle pene previste dal codice penale per i reati contro l’ambiente. Invitato da Andrea Manzi, Mons. Luigi Moretti ha quindi concluso il dibattito, apprezzando la riuscita del confronto tra i partecipanti rispetto ai temi molteplici della “Laudato si’” e auspicando la promozione di ulteriori iniziative per la cura della casa comune nella città di Salerno. Ha fatto quindi seguito la lettura, curata dal regista-attore Pasquale De Cristofaro, di alcuni toccanti brani poetici relativi al tema degli “ultimi”, tratti da un lavoro teatrale di prossima programmazione nazionale di Andrea Manzi.
Nonostante l’estremo interesse e l’importanza dell’avvenimento per la costituzione di un autentico corpo sociale attivo sul territorio salernitano, in vista delle molteplici problematiche prospettate dall’enciclica papale – riguardanti per molti aspetti (non da ultimo quello ambientale) anche la provincia di Salerno – ha colpito non poco l’assenza di buona parte del clero e dei rappresentanti dei movimenti ecclesiali locali, che hanno così, di fatto, trasmesso un messaggio doppiamente negativo, e per quanto riguarda l’evidente mancanza di un sano spirito di collaborazione con il proprio vescovo e, soprattutto, in relazione a una certa assenza di consapevolezza rispetto ai problemi reali del territorio in cui si trovano a operare.

Silvia Siniscalchi

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