L’economia alla prova del futuro, se ne parlerà a Nocera Inferiore

L’economia alla prova del futuro, se ne parlerà a Nocera Inferiore

“L’Italia tra elezioni primarie e secondarie. Appunti di economia” è questo il titolo di un convegno organizzato per martedì 11 dicembre a Nocera Inferiore.
L’incontro è organizzato da “I Confronti”, dall’Associazione Amdot (Associazione Malati d’organo e trapiantati), da “I Martedì Culturali”, dall’Informagiovani del comune di Nocera Inferiore, da Il Museo Grasso di Pompei, dal Caffè letterario Nocerino, dal mensile “Il pensiero libero” e dall’Accademia Italiana “Terre del Vesuvio”.
L’appuntamento è fissato per le ore 17.30 di martedì 11 dicembre alle ore 17.30 presso la Sala Convegni del Piano di Zona in via Libroia n.52.
La presentazione del convegno è a cura dello scrittore Alfredo Salucci; relatore Santolo Cannavale, esperto di economia. Modera l’incontro la giornalista Barbara Ruggiero de I Confronti.
Al centro della discussione questioni economiche che caratterizzeranno inevitabilmente il nostro prossimo futuro. Passando per le elezioni primarie per poi giungere alle votazioni che decideranno il futuro politico del nostro Paese, l’avvenire passa in maniera inevitabile per i concetti di debito pubblico, crisi economica, spending review; tutte nozioni economiche che non eravamo abituati ad apprendere e ad ascoltare prima.
L’obiettivo è capire quanto tutti questi fattori economici incidono e incideranno sulla vita pratica degli italiani, indipendentemente da come evolverà la situazione politica nazionale.
Il discorso diventa di scottante attualità anche alla luce dei recenti studi secondo cui le nuove generazioni sarebbero sempre più fragili e “povere” di futuro, come emerso dal terzo Atlante dell’Infanzia di “Save the Children”, presentato a Roma nei giorni scorsi.
Nel corso della presentazione del rapporto, è emerso che i neonati nascono già con un’ipoteca di 3.500.000 euro di debito pubblico a testa, il più alto d’Europa.
«Il rapporto “Save the childrem” – spiega Cannavale, relatore dell’incontro – ripartisce il debito pubblico italiano di 1995 miliardi di euro per i 550.000 bambini che hanno visto la luce nel 2011. Da qui la stratosferica cifra di 3.500.000 euro per bambino. Ma questa, onestamente, è una forzatura esagerata che ha poco a che fare con la realtà e può ingenerare convincimenti e preoccupazioni ingiustificabili. Di fatto il debito pubblico, per correttezza e aderenza alla realtà, va spalmato costantemente su tutta la popolazione residente e cioè, nel caso italiano, su 60 milioni di cittadini, bambini compresi».

redazioneIconfronti

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