Legge elettorale. Il patto contro le donne

Legge elettorale. Il patto contro le donne
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Brutto giorno per la democrazia italiana, questo 8 marzo 2014. Il Parlamento è chiamato a votare la legge elettorale frutto del misterioso ‘Patto del Nazareno’, sottoscritto da Renzi e da Berlusconi sotto la supervisione di Denis Verdini. Brutto giorno per la politica italiana, visto che nessuna norma sulla ‘parità di genere’ è prevista nel testo in discussione. Pare che sia stato il Cavaliere a non volere la parità tra donne e uomini eletti. E Renzi ha acconsentito, come ha acconsentito sulle soglie di sbarramento per partiti e coalizioni, sull’accantonamento del conflitto di interessi e chissà su quanto altro richiesto dall’anziano leader pregiudicato. Si comprende che Berlusconi voglia tenersi le mani libere per comporre le liste dei candidati, tenendo tutti i suoi sul filo. E Renzi? Intuiamo che il suo cinismo e la sua alta considerazione di sé lo facciano disposto a concessioni al suo ‘competitore’, scontandone la debolezza e l’irreversibile declino. Avrà anche fatto affidamento sull’arretratezza culturale del nostro triste Paese, in cui persiste un diffuso maschilismo. Avrà puntato anche lui, come il suo anziano antagonista, sulla imperante cultura da caserma e da ‘Bar Sport’. Anche lui, il ‘campione del cambiamento’, ha giocato sul peggio degli Italiani. Ha rinunciato a praticare una politica che accolga e promuova il meglio di noi. Che faccia crescere valori civili e cultura. Ma questo cedimento sui diritti delle donne infanga la sua immagine, l’immagine a cui tanto tiene. E proprio oggi, 8 marzo, giornata internazionale della donna.

redazioneIconfronti

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