Legge elettorale, premio alla coalizione che supera il 38 per cento

Legge elettorale, premio alla coalizione che supera il 38 per cento

L’intesa sulla riforma della legge elettorale sembra vicina. La proposta del senatore leghista, Roberto Calderoli, che ha tentato l’ennesima mediazione, pare trovi consensi tra Pd e Pdl. E mercoledì 5 dicembre la riforma sulla legge elettorale tornerà in aula al Senato.
La proposta di Calderoli prevede un premio alla prima coalizione sopra il 35% e alla prima lista tra il 25% e il 35% con “scaglioni” di premio di un punto percentuale che, di fatto, consentirebbero di governare solo alla coalizione che superi il 38% (con un totale del 50,5% dei seggi).
In pratica, il lodo Calderoli prevede che alla lista o alla coalizione di liste che ha conseguito in ambito nazionale il maggior numero di voti validi espressi per le liste ammesse al riparto dei seggi pari almeno al 35% del totale è attribuito un premio in seggi pari al 10,5% del totale per chi ottiene il 35%; dell’11,2% per chi ottiene il 36%, dell’11,8% per chi consegue il 37%, del 12,5% per il 38%, del 13,3% per il 39%, del 14% per chi ottiene il 40%.
La lista o la coalizione di liste che ha conseguito il premio non può comunque ottenere un numero di seggi superiore a 340. Il premio non è attribuito nel caso in cui alla lista o alla coalizione di liste che ha conseguito il maggior numero di voti validi spettano più di 340 seggi.
Se nessuna lista o coalizione di liste ha conseguito almeno il 35%, scatta il premio alla lista che ha ottenuto in ambito nazionale il maggior numero dei voti validi, pari almeno al 25% del totale. Anche qui il premio è in seggi ed è scaglionato: pari al 5% del totale per chi ottiene il 25%, del 5,5% per chi consegue il 26%, del 5,9% per il 27%, del 6,4 per il 28%, del 7 per il 29%, del 7,5% per il 30%, dell’8,1 per il 31%, dell’8,6% per il 32%, del 9,2% per il 33%, del 9,9% per il 34%.
Se nessuna lista o coalizione di liste è attribuito il premio tutti i seggi vengono ripartiti in ragione proporzionale.
La decisione di far slittare la discussione della riforma elettorale al 5 dicembre è stata presa nel corso della riunione dei capigruppo di Palazzo Madama.
Nonostante l’ennesimo rinvio c’è ottimismo. Secondo Maurizio Gasparri e Anna Finocchiaro, rispettivamente presidenti dei gruppi Pdl e Pd in Senato, l’accordo è prossimo. I due intravedono “una soluzione condivisa e positiva”.
La commissione Affari Costituzionali lavorerà tutta la settimana sulla legge elettorale.
«Siamo vicini a una possibile intesa, a una soluzione positiva, continueremo a lavorare» – ha dichiarato Maurizio Gasparri al termine della riunione dei capigruppo.
Dello stesso parere anche Anna Finocchiaro: «Siamo vicini a un esito positivo. Mi auguro una legge elettorale condivisa, ci sono ancora nodi da sciogliere, ma ritengo positivo il margine di tempo in più che sarà utile per trovare un accordo».
Di diverso avviso, invece, Matteo Renzi, sindaco di Firenze, sfidante al ballottaggio per le primarie del centrosinistra che commenta: «Come nel giro dell’oca, Calderoli deve stare fermo tre giri».
Felice Belisario dell’Italia dei Valori focalizza la propria attenzione sul rinvio della discussione: «Gli italiani sono davvero stufi. Mi auguro che qualcuno non stia imbrogliando il Parlamento e gli italiani per non approvare nessuna legge elettorale».

(b. r.)

Barruggi

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