Gio. Ago 22nd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Legge elettorale / Ricomincio da due

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di Angelo Giubileo
di Angelo Giubileo

Matteo-Renzi-Silvio-Berlusconi_980x571In matematica, un numero trascendente è un numero irrazionale, che in quanto tale non è un numero algebrico. Numero trascendente è π, quello famoso riferito all’impossibile quadratura del cerchio; un numero cioè non costruibile e quindi di fatto non misurabile, meglio ancora, nel linguaggio comune, non identificabile. Principio questo, che del resto era stato già intuito dagli antichi ma dimostrato solo nel 1882, e quindi in epoca moderna, dal matematico tedesco Ferdinand von Lindemann.

In chiave politica di legge elettorale – e in specie della proposta di accordo derivata dall’intesa in primis tra i due, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, il cosiddetto Italicum – la premessa sta a significare che, essendo in definitiva impossibile misurare anticipatamente il consenso manifestato dal voto, ad evitare il rischio dell’elezione occorra trovare il sistema che meglio sia in grado di conservare gli equilibri e quindi gli assetti di potere pre(o già)-esistenti. Una proposta, che tenga conto essenzialmente della realtà e che miri quindi, con l’avvento delle prossime elezioni e soprattutto dopo la sentenza abrogativa del porcellum, piuttosto a conservare nel suo insieme l’intero quadro politico, occasionando di volta in volta soltanto un eventuale cambio di maggioranza. In nome di un’alternativa di governo, per converso, destinata ad essere o quanto meno apparire sempre più scevra di distinzioni. Forse anche perché il potere non è più realmente messo in discussione o credo più semplicemente perchè posizionato altrove. In Europa, negli USA, certamente anche da qualche altra parte nel mondo, mentre qui da noi in una misura che diventa sempre meno apprezzabile. Quasi una sorta di π.

Altro allora che Terza Repubblica, immaginata a seguito della sentenza abrogativa della Corte Costituzionale. Il ripristino del sistema, di tipo proporzionale, in vigore nella Prima Repubblica di certo altererebbe gli equilibri di potere consolidatisi nel corso dell’attuale Seconda Repubblica. Non restava quindi che ricominciare da qui. Parafrasando Troisi, potremmo dire: ricomincio da due (non da tre). Perché, in effetti, la nuova proposta di legge elettorale introduce comunque un meccanismo di perfezionamento del sistema, di tipo maggioritario, con cui è stato eletto (ma sarebbe corretto dire: nominato) l’attuale Parlamento.

Se nel 2013 fossimo andati al voto con l’Italicum, l’esito definitivo della consultazione sarebbe stato deciso al secondo turno di ballottaggio, con la conseguenza che sarebbe stato di fatto impossibile l’attuale governo di larghe intese e soprattutto un accordo di maggioranza sarebbe stato possibile solo dopo il primo turno ma prima del secondo; e non invece, com’è accaduto nel corso anche di quest’ultima legislatura, dopo la consultazione; e a prescindere comunque dal voto degli elettori.

Che si tratti piuttosto di un completamento della legge di sistema, già in vigore prima della richiamata sentenza, è dimostrato anche in particolare da due sintetici ed opposti commenti all’iniziativa. Il primo, dello stessi Renzi; il quale ha subito precisato l’opportunità se non la necessità che alla proposta non sia apportata alcuna modifica, altrimenti “salta tutto”. Il secondo, dell’estensore del porcellum, Roberto Calderoli: “La montagna ha partorito il porcellino. Hanno fatto un <Calderoli bis>”.

In conclusione, il vicepresidente del Senato ha anche aggiunto: “Io avevo proposto che il premio di maggioranza scattasse a una soglia più alta, il 40 per cento, e uno sbarramento al 4 per cento”. La quale considerazione potrebbe anche costituire da qui in avanti, e s’intende fino ad un’eventuale e definitiva approvazione della proposta di legge in Parlamento, un’obiezione non di poco conto; dato che, sempre nella sentenza, il premio di maggioranza del porcellum è stato giudicato potenzialmente distorsivo del voto degli elettori. Pericolo questo, che il nuovo premio di maggioranza dell’Italicum – eventualmente destinato a chi ottiene almeno il 35% del consenso elettoralistico – non sembra affatto scongiurare. Motivo per cui, esiste la possibilità – molto bene evidenziata da Michele Ainis sul Corriere della Sera – “che il prestigiatore rischia di trasformarsi in un illusionista”.

Per coloro che non hanno letto l’articolo del Corriere, la differenza consiste nel fatto che: “il primo ti fa credere una realtà che non esiste, il secondo rende invisibile la realtà visibile, quella che avresti sotto gli occhi, se non t’abbagliasse il trucco del prestigiatore”.

(I Confronti per Cronache del Salernitano)

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