Dom. Lug 21st, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Lele Mora torna in libertà, farà il volontario da don Mazzi

2 min read
Il giudice di sorveglianza di Milano, Roberto Cossia, ha disposto la scarcerazione di Lele Mora. L’agente dei vip lascia così il carcere dopo oltre un anno, in attesa dell'udienza che dovrà decidere sul suo affidamento in prova ai servizi sociali chiesto dai legali. Mora ha patteggiato una condanna a 4 anni e 3 mesi per il fallimento della sua società 'Lm Management' ed è imputato per favoreggiamento della prostituzione nel processo 'Ruby bis'. Il giudice della Sorveglianza nello scarcerare Mora, ha accolto un'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali richiesta in via d'urgenza in base alla legge Simeone dai difensori del talent scout, gli avvocati Gianluca Maris e Nicola Avanzi. Il provvedimento preso oggi dal magistrato è di fatto anticipatorio della decisione di affidamento in prova ai servizi sociali, che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, e prevede la sospensione della pena e la rimessa in libertà. Inoltre il provvedimento richiede la sussistenza di un grave pregiudizio che il giudice ha individuato in una grave situazione di stress psicofisico in quanto il talent scout, in carcere da oltre un anno, è dimagrito 50 chili ed è depresso. Lele Mora nel colloquio avuto ieri in carcere a Opera con il giudice di sorveglianza Roberta Cossia, si è assunto «totalmente la responsabilità dell'illecito commesso» attribuendolo come lui stesso ha spiegato, «ad un modo di vivere e ad un mondo di cui io stesso sono stato, alla fine vittima». Ieri l’ex agente dei vip ha inoltre dichiarato al magistrato di sorveglianza di essere «intenzionato (...) a predisporre (...) un piano risarcitorio allo scopo di soddisfare - si legge nel provvedimento - per quanto possibile i creditori del fallimento». Oltre a ciò come era già emerso tempo fa, Mora ha intenzione di svolgere attività di volontariato presso la comunità Exodus «avendo ricevuto la disponibilità di don Mazzi in tal senso, attività che avrebbe la valenza - scrive il giudice - di integrare e soddisfare le sue esigenze di cambiamento di vita». L'ex agente è stato condannato definitivamente per bancarotta fraudolenta a 4 anni e 3 mesi di reclusione ed ha una pena residua da espiare inferiore ai 3 anni. E' inoltre imputato, insieme a Emilio Fede e Nicole Minetti, nel processo milanese sul caso Ruby.

Il giudice di sorveglianza di Milano, Roberto Cossia, ha disposto la scarcerazione di Lele Mora. L’agente dei vip lascia così il carcere dopo oltre un anno, in attesa dell’udienza che dovrà decidere sul suo affidamento in prova ai servizi sociali chiesto dai legali. Mora ha patteggiato una condanna a 4 anni e 3 mesi per il fallimento della sua società ‘Lm Management’ ed è imputato per favoreggiamento della prostituzione nel processo ‘Ruby bis’. Il giudice della Sorveglianza nello scarcerare Mora, ha accolto un’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali richiesta in via d’urgenza in base alla legge Simeone dai difensori del talent scout, gli avvocati Gianluca Maris e Nicola Avanzi. Il provvedimento preso oggi dal magistrato è di fatto anticipatorio della decisione di affidamento in prova ai servizi sociali, che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, e prevede la sospensione della pena e la rimessa in libertà. Inoltre il provvedimento richiede la sussistenza di un grave pregiudizio che il giudice ha individuato in una grave situazione di stress psicofisico in quanto il talent scout, in carcere da oltre un anno, è dimagrito 50 chili ed è depresso. Lele Mora nel colloquio avuto ieri in carcere a Opera con il giudice di sorveglianza Roberta Cossia, si è assunto «totalmente la responsabilità dell’illecito commesso» attribuendolo come lui stesso ha spiegato, «ad un modo di vivere e ad un mondo di cui io stesso sono stato, alla fine vittima». Ieri l’ex agente dei vip ha inoltre dichiarato al magistrato di sorveglianza di essere «intenzionato (…) a predisporre (…) un piano risarcitorio allo scopo di soddisfare – si legge nel provvedimento – per quanto possibile i creditori del fallimento». Oltre a ciò come era già emerso tempo fa, Mora ha intenzione di svolgere attività di volontariato presso la comunità Exodus «avendo ricevuto la disponibilità di don Mazzi in tal senso, attività che avrebbe la valenza – scrive il giudice – di integrare e soddisfare le sue esigenze di cambiamento di vita». L’ex agente è stato condannato definitivamente per bancarotta fraudolenta a 4 anni e 3 mesi di reclusione ed ha una pena residua da espiare inferiore ai 3 anni. E’ inoltre imputato, insieme a Emilio Fede e Nicole Minetti, nel processo milanese sul caso Ruby.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *