Letta visto da New York è una concreta svolta

di Vincenzo Pascale (da N.Y. City)
Prime Minister Designate Enrico Letta Presents New Italian Government
Foto: sky.it

Modigliani, Nobel per l’economia, maestro di tanti economisti italiani arrivati ai vertici delle istituzioni economiche mondiali, soleva ripetere che l’Italia era guidata da uno stellone che la proteggeva. Un simpatico eufemismo per descrivere la politica monetaria Italiana degli allegri anni ‘80 del secolo scorso. Nel nuovo secolo e con l’adozione dell’euro quello stellone si è eclissato. Ci siamo trovati in casa, nel Paese, di botto, problemi giganteschi: economici, civili, culturali. Appesantiti da un ventennio berlusconiano di anomalie politiche e dall’emergere di una forza politica reazionaria e separatista, la Lega Nord, seguita a ruota dal Movimento 5 Stelle di Grillo. Insomma, il Paese sembrava sull’orlo del crollo politico generatore dell’impasse economico corrente. Il governo Letta, che ha giurato ieri mattina, nelle mani del Capo dello Stato, rappresenta una interessante novità per il Paese. Qualche analista politico ha dichiarato che di colpo abbiamo recuperate dieci anni di politica. Di certo il Paese ha tirato un sospiro di sollievo. Alla nomina dei ministri ed alla loro estrazione politica non sono mancate proteste eppure possiamo affermare che questo governo è in sintonia culturale con l’Italia attuale. Stanca della perenne divisione tra guelfi e ghibellini, ansiosa di crescere economicamente, ma soprattutto un’Italia che ha finalmente scoperto negli immigrati un valore aggiunto al benessere del Paese, sia culturale che economico. Da anni siamo un Paese che ne accoglie migliaia ormai diventati quasi cinque milioni che contribuiscono considerevolmente alla produzione di ricchezza del Paese. Ancor prima del loro arrivo l’Italia è stata esterofila, abbracciando, consumando e metabolizzando culture provenienti da ogni parte del mondo, per poi ritrovarsi incapaci di creare serie politiche di accoglienza ed integrazione. Abbiamo pesantemente subito lo schock culturale dell’arrivo degli immigrati. Eravamo un Paese non ancora pronto ad accoglierli ma soprattutto a subirne la loro volontà e desiderio di essere italiani. Ora finalmente abbiamo un ministro per l’integrazione, la dottoressa Cecile Kyenge, nata in Congo, in Italia da oltre venti anni, naturalizzata italiana. Succede ad Andrea Ricciardi. Un ministero importante per un Paese che rimane il meno globalizzato dell’Europa e solo parzialmente capace di costruire serie politiche di integrazione sia a scuola che nei luoghi di lavoro. Un ministro della Repubblica, per l’integrazione e collaborazione internazionale è una apertura al mondo globalizzato, alle sinergie culturali ed anche una grande sfida per il Paese che ha sempre vissuto e subito con ambivalenza sia la globalizzazione che l’integrazione degli immigrati. È soprattutto una grande sfida per il Paese a ritrovare quella linfa culturale presente nella nostra storia all’apertura internazionale ad interagire con le culture altre e diverse dalle nostre. Ad internazionalizzarsi culturalmente, economicamente e politicamente. Questa è la sfida che il Paese deve affontare e superare con buona pace delle forze politiche reazionarie e xenophobe.

2 pensieri riguardo “Letta visto da New York è una concreta svolta

  • 30 Aprile 2013 in 17:17
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    Ricordo a Giuseppe il discorso di Grillo tenuto a Napoli (mi sfugge la data)..in perfetta sintonia con i neoborbonici …e con la Lega Nord. Piu’ vicino a noi la traversata a nuoto dello stretto di Messina e i vari discorsi tenuti nel’isola.

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  • 30 Aprile 2013 in 07:27
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    Il Movimento 5 Stelle come ( segue a ruota) la Lega Nord, movimento reazionario e separatista. Ma che …….dice questo da New York!

    Risposta

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