Lettera a Matteo (Salvini)

Lettera a Matteo (Salvini)
di Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

Egregio sig. Matteo,

mi permetta di farLe presente che Lei è un monumento vivente alla contraddizione umana. No, non mi riferisco alle Sue strategie politiche. Per carità. Non le condivido affatto, ma potrei anche al limite considerarle, se non legittime, quasi comprensibili.

Un po’ (sic!) di populismo non guasta. Se questi sciacalli mussulmani invadono l’Occidente che è la culla di tutte le più nobili civiltà (la stessa che ha prodotto colonialismi, imperialismi sanguinari, totalitarismi ad eliminazione diretta e totale dei nemici, ma come si permettono!), se questi cialtroni sparano e uccidono, a Parigi o dovunque possa accadere, Lei per raccattare voti facendo leva sull’emozione e sul terrore si può anche concedere un’aggressiva cura di propoli (data la stagione) e di populismo. Si figuri! Sa bene di essere in buona compagnia di Le Pen, Gasparri & C.

Passi anche che Lei fomenti il fondamentalismo cristiano e cattolico e intenda radicalizzare lo scontro di civiltà per far passare l’idea che il Suo modello di civilizzazione occidentale sia superiore (cosa, come vista, tutta di dimostrare!). In fondo, prima di Lei lo hanno fatto in età medievale e moderna (dunque, secoli fa) raffinati uomini di cultura come Lei, politici navigati come Lei e guerrafondai con la bandiera crociata in mano come Lei. Passi anche che Lei stia armando una nuova Crociata nove-dieci secoli dopo, dimostrando tutta la Sua modernità di pensiero e di azione.
Ma non mi riferisco a tutto questo.

La Sua contraddizione sta nel fatto che, chiedendo tutte queste cose, animando il dissenso anti-islamico e la guerra santa in nome di Dio, Lei dimostra di essere un uomo tutto di un pezzo ma di altri tempi (molto passati, invero).
La Sua contraddizione?

Ma come, non se ne accorge? Nei secoli a Lei cari, un attacco al Papa, che è il Capo dei Capi, il Suo Principale, il Suo Dio in terra, il Suo tutto, un attacco crudo come il Suo, accusandolo di sbagliare a voler dialogare con i mussulmani, sa come sarebbe stato giudicato? Come crimine di lesa maestà! E sa quale sorte toccava per un reato del genere? Tortura della ruota, marchi infuocati sulla pelle, strappo dei genitali e infine la dolce morte.
Quello che Lei, in fondo in fondo, vorrebbe infliggere ai mussulmani.

Ma si rende conto? Lei accusa il Papa di aver sbagliato! E che fine ha fatto l’infallibilità pontificia a cui Lei, sagace uomo di altri tempi, si dovrebbe richiamare senza se e senza ma?

Egregio signor Matteo (Salvini), mi permetta di dirLe, allora, che la cura al fondamentalismo si chiama dialogo, rispetto, comunicazione e solidarietà con la civiltà islamica.

E glielo dico ora, nel momento del dolore per tutti noi, nel momento in cui tutti ci sentiamo e vogliamo essere Charlie, in nome della libertà di espressione, della satira e della democrazia.

Ah! Un’ultima cosa. Se proprio vuole giocare alla guerra, cerchi di vincere il prossimo derby contro l’Inter, perché forse non lo sa, ma Tohir, l’indonesiano presidente della Sua squadra nemica, Lei che è milanista, è un mussulmano.

Vorrei proprio vederla con il kalashnikov in mano mentre Icardi Le segna un goal in nome dell’Allah di Tohir.
Saluti. Che Dio L’abbia in gloria. Si fa per dire…

redazioneIconfronti

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