Lun. Set 16th, 2019

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L’Europa tifa Monti, ma l’Italia ormai non ne può più

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Colpite le pensioni, non i privilegi politici. E il debito pubblico sfonda i 2.000 miliardi

Foto: ilmessaggero.it

di Pasquale De Cristofaro
Foto: ilmessaggero.it

L’Europa tifa Monti, gli italiani un po’ meno. È vero, è tornata la credibilità internazionale, i mercati finanziari ricominciano a fidarsi di nuovo e una ritrovata moderazione nei toni di che governa fa in modo che tutto sembri essere tornato ad una normalità che appena un anno fa sarebbe stata merce rara. Ma, c’è un ma … Dall’altra parte c’è un paese allo stremo. La forbice tra chi ha e chi non ha quasi più nulla s’è allargata di parecchio. Il servizio sanitario è sempre più in crisi minacciando una più bassa assistenza nei prossimi mesi. Finanche i trasporti urbani nella grande Lombardia sono andati in crisi mettendo in ginocchio, coi suoi ritardi, uno dei sistemi più efficienti della Penisola. La crisi dell’Ilva, i cassintegrati, gli esodati e i giovani che non trovano lavoro, completano un quadro che più nero non si potrebbe immaginare. I sacrifici chiesti sono serviti, dice Monti, ad arginare il colossale fallimento del nostro paese che appena un anno fa era in una condizione di completo dissesto e insolvenza. Tutto giusto, tutto vero. Magari gli effetti di questi sacrifici si vedranno fra qualche anno. Intanto, gli ultimi dati della Banca d’Italia sono impietosi, il debito pubblico non si è affatto arrestato ma, anzi, ha addirittura superato i duemila miliardi. Verrebbe da chiedersi, perché le pensioni sono state toccate e i costi della politica non sono arrivati? Perché non si è riusciti a fare una decente legge elettorale? Perché, se le provincie o il numero dei parlamentari sono davvero un problema, la politica non è riuscita a dare quella sforbiciata istituzionale da tutti ritenuta necessaria? Perché, i privilegi della “casta” sono praticamente gli stessi di un anno fa? Qualcosa è stata fatta nei confronti dei vitalizi e dei sistemi pensionistici dei parlamentari ma è sempre troppo poco. La mala politica è nei tantissimi consigli d’amministrazione che prosperano nella giungla dello stato e para-stato, vera manna per politici trombati in attesa di pensione. È vero che Monti in questo c’entra poco. Il Parlamento, compatto nel votare quei provvedimenti che hanno fiaccato la maggioranza degli italiani, è stato molto tiepido su tutti gli altri. È questo, credo, che rende gli italiani molto scettici e dubbiosi sulle reali intenzioni di tutti coloro che s’affacciano sulla scena politica del Paese. Anche Monti sconta un deficit di fiducia in questo momento. Troppo vorace verso i soliti da spremere e meno incisivo verso i centri di potere che hanno continuato nel loro vecchio andazzo. Detto questo, a noi non resta che auguraci che gli italiani questa volta mostrino maggiore maturità senza cadere in tentazione. I populismi sono ancora dietro l’angolo.

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