L’impero del Mercato e la nostalgia del mercatino

L’impero del Mercato e la nostalgia del mercatino
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Lo dichiariamo subito: siamo dei fan della ‘Fiera del Crocifisso’. Siamo legati, come tutti i Salernitani, a questa vecchia tradizione che rivive tanto nella esposizione delle bancarelle dei venerdì di marzo, quanto nella rievocazione ‘colta’ del ‘Crocifisso ritrovato’ per le strade e i vicoli del Centro Storico. In questi anni di crisi economica devastante ognuno di noi ha dovuto misurare la potenza ottusa dei Mercati. I rischi e le iniquità della ‘globalizzazione’, del mondo intero ridotto ad un unico grande Mercato. L’impero del Mercato globale aveva già creato disparità e profonde ingiustizie tra intere aree del pianeta. E in questi anni la crisi ha investito lo stesso primo mondo avanzato, dominato dalla finanza. Che non ha né patria né confini, che non accetta vincoli, che è insofferente alle regole, che non conosce alcuna etica, nessuna legge che non sia l’accumulazione della ricchezza. “È il Mercato”, ci hanno detto gli economisti, spesso pagati dalla stessa finanza globale che dovrebbero studiare con freddezza e distacco. “È il Mercato”, ci hanno ripetuto le istituzioni mondiali della globalizzazione: Banca Mondiale, FMI, WTO…E così abbiamo perso la dimensione del mercato che conoscevamo. Il mercato, anzi il mercatino in cui la merce venduta e acquistata era un modo dello scambio. E lo scambio non era soltanto di cose, ma di culture, di lingue, di esperienze. Di battute salaci, di sguardi e di voci. È questo che ci manca, quando giriamo, silenziosi, tra gli scaffali del supermarket. Ci manca il colore e il calore del mercatino. Dei banchi e delle bancarelle del ‘Crocifisso’.

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *