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L’inchiesta10 / Scuole di giornalismo, bandi per vecchie illusioni

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È tempo di pubblicazione dei bandi per le scuole di giornalismo che si apprestano a chiudere il biennio di formazione. Quasi nulle le novità rispetto al quadro delle scuole ufficialmente riconosciute dall'Ordine dei giornalisti. Si avviano ai nastri di partenza, con bandi oramai pubblicati, le scuole dell'Università di Torino, la “Walter Tobagi” di Milano, quella di Perugia e quella di Salerno. In quest'ultimo caso, va segnalato l'adeguamento al Quadro di indirizzi dell'Odg: anche Salerno, che si avvia al quarto biennio, avrà per la prima volta delle borse di studio per studenti più meritevoli e meno abbienti.

È tempo di pubblicazione dei bandi per le scuole di giornalismo che si apprestano a chiudere il biennio di formazione.
Quasi nulle le novità rispetto al quadro delle scuole ufficialmente riconosciute dall’Ordine dei giornalisti. Si avviano ai nastri di partenza, con bandi oramai pubblicati, le scuole dell’Università di Torino, la “Walter Tobagi” di Milano, quella di Perugia e quella di Salerno. In quest’ultimo caso, va segnalato l’adeguamento al Quadro di indirizzi dell’Odg: anche Salerno, che si avvia al quarto biennio, avrà per la prima volta delle borse di studio per studenti più meritevoli e meno abbienti.
Da segnalare, come emerso da alcuni organi di stampa locale, che l’Università di Sassari, in barba alla crisi del mercato editoriale si prepara a ripresentare domanda all’Ordine dei giornalisti per la riapertura della scuola, l’unica nella regione Sardegna. La scuola era stata chiusa nel 2011 a seguito di una delle ispezioni del Comitato Tecnico Scientifico dell’Ordine dei giornalisti. Da due giorni, la notizia della possibile riapertura sta facendo il giro del web. Una richiesta che, stando ai propositi di Iacopino espressi nell’intervista del nostro blog, si avvia a essere rifiutata in partenza.
Il nostro approfondimento sulla situazione delle scuole di giornalismo in Italia ha dato origine a una serie di commenti e di prese di posizione. Il pubblico dei lettori si è diviso principalmente in due frange: chi è a favore e chi contro. Tra coloro che sostengono le scuole c’è chi ritiene la formazione indispensabile e chi crede che le stesse siano un importante veicolo di contatti per gli stage e per un futuro lavoro. Nella schiera di chi è contro le scuole, c’è chi critica aspramente queste istituzioni definendole fabbriche di sogni e di illusioni, specie alla luce di un mercato editoriale che attraversa uno dei più forti momenti di crisi degli ultimi anni. C’è, poi, chi avanza qualche sospetto sulle scuole-master e sul fatto che alcuni allievi scelgano la scuola come se scegliessero un master qualsiasi, ritrovandosi, poi, a ingrossare ulteriormente le fila dei professionisti precari. Tra le tanti voci, spicca un suggerimento: dichiarare a scanso di equivoci che le scuole non danno diritto a un posto di giornalista; proprio come precisato dalla scuola di Perugia nell’ultimo bando («L’attestato rilasciato al termine del Corso non dà automaticamente accesso ad alcun posto di lavoro»).
Non mancano le prese di posizione forti, come quelle di Mauro Suttora, ex allievo dell’Ifg di Milano, ora in forza al gruppo Rcs, che commenta, senza mezzi termini: «Le scuole di giornalismo dovrebbero chiudere tutte subito. Come diceva Ivan Illich, le scuole servono più ai professori che agli studenti. Quelle di giornalismo oggi, con la crisi che c’è, servono solo ai professori. Che spesso sono giornalisti».
Le reazioni sono varie e sfociano anche in ragionamenti sull’intera categoria, sulla riforma dell’Ordine dei giornalisti e su questioni annose e allo stesso tempo spinose. Non mancano riferimenti a scuole specifiche, con qualche commento che ha rimarcato l’assurdità di due scuole di giornalismo in una regione, come la Campania, che ha un mercato editoriale ristretto oltre che in crisi.

(Barbara Ruggiero)

10 / continua

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