Mer. Lug 17th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

L’inchiesta12 / Un posto da precario grazie al blog dopo Urbino

4 min read
Racconta quasi quotidianamente in maniera sarcastica le difficoltà di un aspirante cronista alle prese con il mondo del lavoro. Ha affidato alle colonne del web il racconto sulla sua esperienza umana e professionale. Grazie a questo spazio che ha saputo guadagnarsi on line, ha conquistato, a due anni dalla fine della scuola di giornalismo, un primo contratto da precario. Sul web è conosciuto con il nome di KronaKus (dal nome del blog: www.kronaKus.wordpress.com).
di Barbara Ruggiero

Racconta quasi quotidianamente in maniera sarcastica le difficoltà di un aspirante cronista alle prese con il mondo del lavoro. Ha affidato alle colonne del web il racconto sulla sua esperienza umana e professionale. Grazie a questo spazio che ha saputo guadagnarsi on line, ha conquistato, a due anni dalla fine della scuola di giornalismo, un primo contratto da precario. Sul web è conosciuto con il nome di KronaKus (dal nome del blog: www.kronaKus.wordpress.com).
All’anagrafe è Simone Celli, poco meno di trent’anni, giornalista professionista grazie alla scuola di giornalismo di Urbino.
Simone, dici di aver conquistato il tuo primo contratto precario proprio grazie al tuo blog. Ci spieghi com’è andata?
Attualmente ho un contratto per un service che fornisce dei servizi a Sky. Sono arrivato qui grazie al mio blog, Le fatiche di KronaKus, nel quale racconto il percorso di aspirante cronista. Il mio attuale caposervizio mi leggeva (e mi legge tuttora a cavallo della pausa pranzo), mi ha contattato tramite Facebook e mi ha chiesto di provare a collaborare. Oggi sono qui, approfittando di un piccolo varco e di un’opportunità che mi è stata gentilmente concessa.
Dopo quanto tempo dalla fine della scuola hai firmato il primo contratto?
Il mio primo contratto, che è comunque precarissimo, è arrivato poco più di due settimane fa, a circa due anni dalla fine della scuola. La pecca delle scuole è proprio questa. Fino a poco tempo fa la scuola era sinonimo di probabile assunzione. Oggi per qualcuno il binomio è ancora valido, ma sono esperienze sempre più rare.
Perché hai scelto Urbino come scuola di giornalismo?
Una semplice questione logistica. Fino a una settimana e mezzo fa abitavo a cinquanta chilometri dalla città ducale, dove ho pure fatto l’università. Ragioni logistiche, dunque, ma non solo. L’istituto è considerato uno dei migliori in Italia, se non il migliore in assoluto. Parola d’Ordine dei giornalisti. Io ho seguito i corsi nel biennio 2008/2010.
Come mai hai deciso di fare la scuola di giornalismo?
Prima scribacchiavo per qualche sito, curavo i miei blog e avevo trascorso un’estate presso una testata giornalistica locale. Ho optato per la scuola perché altrimenti il praticantato sarebbe stata un’utopia. E’ una sorta di scorciatoia, anche se la retta è diventata ormai insostenibile. E’ un continuo gioco al rialzo. Il meccanismo è perverso. Nelle scuole di giornalismo ci entra chi merita (si spera), ma soprattutto chi se lo può permettere. E’ una meritocrazia elitaria. Quindi non è meritocrazia. Al di fuori c’è chi fa promesse, ma pure le promesse ormai sono merce rara. Questa perlomeno è la mia esperienza. Senza la scuola è probabile che adesso starei facendo qualche concorso pubblico. Concorsi pubblici non ce ne sono più? E allora viva la scuola!
Parliamo della tua esperienza alla scuola di giornalismo di Urbino
Come già detto sono arrivato a questo risultato – che, detto in sincerità, è tutt’altro che un traguardo – grazie al mio blog (ne ho pure un altro, Letamaio, http://letamaio.wordpress.com ). Credo che il mio non sia un caso poi così frequente. Senza KronaKus probabilmente adesso sarei al mare. Meteo permettendo. Ad ogni modo non è facile entrare nel giro delle collaborazioni, men che meno trovare un posto, anche se precarissimo, come redattore. Io con la scuola mi sono fatto le ossa. Il resto è stata una questione di sapersi vendere, anche se può suonare male. Tramite l’Ifg ho avuto l’opportunità di fare stage presso testate importanti. Per esempio sono stato a Repubblica.it – Sport durante gli ultimi Mondiali di calcio. La scuola mi ha consentito, poi, di avviare la mia prima collaborazione con un quotidiano. Che ovviamente non mi ha mai pagato.
Notizie dai tuoi ex colleghi di scuola? Com’è la loro situazione lavorativa?
I miei colleghi, a quanto ne so, sono nelle condizioni più disparate. Si va dai rarissimi contratti a tempo indeterminato a chi si sta attrezzando per cambiare direttamente strada. Nel mezzo ci sono collaboratori, redattori e freelance, tutti senza vere garanzie per il futuro.
Consiglieresti a qualcuno di frequentare la scuola?
La scuola ti forma. Se incontri i docenti giusti hai la possibilità di ritrovarti in mano tutti gli strumenti che ti servono. Non è imprescindibile, però. Anche se abbiamo tutti bisogno di buoni maestri. Agli aspiranti giornalisti consiglio di guardarsi bene il portafogli, e meglio ancora allo specchio. Se il primo è gonfio e si ha la giusta determinazione allora tanto vale correre a compilare il modulo d’iscrizione. Anche se non è l’unica via. L’importante è allenare la penna e farsi trovare nella mischia per quando si aprirà un varco.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *