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L’incontro tra De Luca e De Mita fa perdere le staffe al Pdl

L’incontro tra De Luca e De Mita fa perdere le staffe al Pdl

Enfatizzare l’incontro avvenuto sabato 22 settembre a Salerno tra Ciriaco De Mita e Vincenzo De Luca (foto) è esagerato: solo perché De Mita, passando con la sua Udc in Campania a sostenere alle ultime regionali Stefano Caldoro ha permesso la vittoria all’esponente del Nuovo Psi a danno proprio di De Luca, o solo perché il “Visir” di Nusco ha concesso ad Edmondo Cirielli di vincere le provinciali del 2009 a Salerno – allora a danno di Angelo Villani, ex amico del politico irpino – non vuol dire che un pezzo di storia si sia compiuto a Salerno con la presentazione presso palazzo di Città del nuovo libro del “patriarca” Dc. Assolutamente. Si tratta – e ce lo si faccia passare – di due “arzilli vecchietti” (che ancora contano e gestiscono in Campania e che ancora aspirano a gestire) che si sono incontrati – non ai giardinetti ma al Comune – con tanti altri “vecchietti” (professori e importanti personalità, per carità) per ricordarsi di quando loro erano giovani.
E’ storia, perché errore del presente, invece, l’arrabbiatura e la perdita di staffe che tale incontro ha causato al vicecoordinatore provinciale del Pdl, Antonio Iannone, nonché vicepresidente della Provincia di Salerno, conquistata a suon di voti dell’Udc e grazie all’accordo del suo “capo” proprio con il “Visir” di Nusco. Allora benvoluto perché foriero di voti, e oggi? Non tanto.
Proprio ricordando le dichiarazioni che qualche mese fa il sindaco di Salerno rivolgeva a De Mita, autore secondo il primo cittadino di Salerno dello sfascio sanità in Campania, qualche persona attenta ha sottolineato la riappacificazione tra Vincenzo De Luca,e l’ex presidente irpino in occasione della presentazione della nuova fatica letteraria del “Visir” dal titolo ‘La storia d’Italia non è finita’, avvenuta ieri. E’ vero, sorprende non poco l’affermazione avanzata da De Luca: «E’ merito di De Mita essersi presentato come una grande personalità che ha dato senso alla sua attività politica nella ricerca di soluzioni alle cose complesse. A me piace il suo carattere, una persona che sa mantenere le proprie opinioni, ma non con la forza dell’ottusità, ma con la coerenza intima. Che bello trovare carattere da qualche parte in un quadro di smidollati nel panorama politico italiano». E la replica di De Mita porta alla mente quando proprio alla festa della Margherita di Pontecagnano Faiano di qualche anno fa il “Visir” annunciò che non si sarebbe candidato più, avviando lo strappo con il centrosinistra e avvicinandosi all’Udc di Casini. Ieri l’ex presidente del Consiglio e esponente Dc ha commentato: «Io mi sono fermato all’oggi non perché non ho idee. Se ci fosse qualcuno che mi chiedesse come si fa, lo saprei spiegare. Ma non c’è chi me lo chiede».
Antonio Iannone, che tanto si è rizzelato per la presenza di De Luca in Comune con De Mita dovrebbe a questo punto ammettere che non è vero che nessuno ha chiesto a De Mita sue idee. Lo ha fatto Edmondo Cirielli quando ha stretto un accordo con lui per vincere alle provinciali e ha portato gli esponenti Udc in Giunta. Ora però Iannone non ha esitato – nonostante l’ora tarda – ad inviare una nota a tutte le redazioni dal contenuto a dir poco surreale per uno che governa con esponenti Udc. Questo il contenuto: «De Luca disdegna Gargamella (Bersani) e lo Zecchino d’oro (Renzi), ma accoglie Nabucodonosor (De Mita). Con l’incontro di oggi a Salerno, il vecchio cattocomunismo è servito. Manca solo che i due riarruolino Bassolino ed è ricomposto il triangolo rosa che ha sfasciato la sanità, determinato lo scandalo rifiuti e sommerso di debiti la Campania, con particolare danno arrecato ai cittadini di Salerno e provincia. Non ci voleva uno statista mancato o uno storico improvvisato per dedurre che la storia d’Italia continua, ma guardando con mestizia al passato la Nazione può facilmente concludere che è meglio il nuovo che avanza rispetto ai vecchi avanzi. Politicamente parlando, s’intende!» Non è difficile dire che dopo la lettura di questa nota è stato necessario controllare sul sito della Provincia di Salerno se l’Udc fosse ancora in maggioranza. Confermato, l’Udc di De Mita governa con Cirielli e Iannone la Provincia di Salerno. Ora perché tanto stupore se poi De Luca partecipa alla presentazione del libro del nemico personale De Mita. Verrebbe da dire: è la politica, mia cara!

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Commenti (1)

  • Tino Iannone

    De Luca e De Mita che, dopo sono scazzottate, stanno lì a farsi gli elogi con intorno la corte di pseudo intellettuali salernitani come quelli che si sono visti al Comune, buoni per tutti gli usi e le stagioni e mi fermo qui per non scantonare, creano davvero un certo disgusto. Sono loro gli autori dei disastri e delle disillusioni, i padroni di una Campania che è tra le regioni più mal messe d’Italia. Il dramma però non è questo, ma è quello di un’alternativa che non è mai esistita. In altri termini se De Mita e De Luca sono il male assoluto, coloro che dovevano creare la svolta e la discontinuità si sono rilevati il nulla assoluto. Ma ci pensate alla privatizzazione delle istituzioni che sta operando il Centrodestra? Per tatticismi pre-elettoralistici siamo a più di 20 assessori nominati alla Provincia che è diventata un circo equestre, siamo al giochino della porta girevole, al giro di giostra che non si nega a nessuno sfaccendato. Cose che non si erano mai viste, per non dire delle inquietudini di tipo morale se il panorama che emerge dalle inchieste dovesse essere confermato. Tra il male e il nulla, la gente sceglie il male perché il senso di vuoto è peggiore di qualsiasi cosa. Perciò De Mita e De Luca sono ancora lì, perché tutto il resto è aria fritta….

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