Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

L’insostenibile leggerezza della Salerno da bere

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La domanda al ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera <em>(nella foto)</em>, viene posta con chiarezza dalla collega di Telecolore. “Cosa si farà per il raccordo Salerno-Avellino, il famoso imbuto d'Italia. C'è un progetto esecutivo già pronto e c'erano anche i fondi,sembra dirottati su altre opere. Alla fine partirà il cantiere?” Passera guarda fra lo stupito ed il contrariato la giornalista e dice che è venuto a parlare della Salerno-Reggio Calabria che sarà ultimata entro il 2013.
Corrado Passera
di Giuseppe Leone e don Alfonso D’Alessio

Corrado PasseraLa domanda al ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera (nella foto), viene posta con chiarezza dalla collega di Telecolore. “Cosa si farà per il raccordo Salerno-Avellino, il famoso imbuto d’Italia. C’è un progetto esecutivo già pronto e c’erano anche i fondi,sembra dirottati su altre opere. Alla fine partirà il cantiere?” Passera guarda fra lo stupito ed il contrariato la giornalista e dice che è venuto a parlare della Salerno-Reggio Calabria che sarà ultimata entro il 2013. Così il popolo dei vacanzieri che arriva dal Nord troverà un’autostrada a tre corsie ultimata da Salerno alla punta dello stivale e accetterà di buon grado l’ingorgo che da trent’ anni e più si crea dall’uscita della Roma-Caserta all’imbocco salernitano della A3. Passera non sa nulla delle sei interrogazioni parlamentari depositate negli ultimi mesi, di proteste nate con la “Sisav”, e di tutto quello che si è detto e si dice su quei pochi chilometri di strada che continuano ad essere un ostacolo nel collegamento viario fra nord e sud del paese. Non va meglio con il viceministro Mario Caccia al quale, a microfono spento, viene chiesto della metropolitana salernitana. La risposta anche in questo caso denota una scarsa conoscenza della realtà salernitana. Caccia asserisce che sono arrivati cospicui finanziamenti per la rete metropolitana regionale e che a Napoli si farà tutto e bene. Salerno compare sull’agenda dei due rappresentanti del governo quando si parla di aeroporto, anche se, pur in questo caso, si parla di uno scalo coordinato con quello partenopeo. A completare il quadro l’affermazione della giornalista Rai venuta a chiedere lumi sulle politiche di sviluppo in una terra martoriata da disoccupazione e suicidi. Ma voi di che vi lamentate a Salerno, siete nel ventre della vacca. Lo dice convinta e in buona fede ai colleghi. Salerno non è Napoli, è un’isola felice. Del resto di che stupirsi, questa è l’immagine che a livello nazionale viene esaltata insieme al buon governo del sindaco Vincenzo de Luca. La cosa da un lato non può far che piacere. Salerno è la città della lirica con un teatro che vuole concorrere alla pari con gli altri del Paese, la città d’Ippocrate è quella che si illumina per tre mesi da novembre a gennaio, è quella che è passata dall’urbanistica di carta alla realizzazione concreta della trasformazione che crea lavoro e prosperità, è la città che ha il record per la raccolta differenziata che viene presa ad esempio dall’intera nazione ed esaltata al Nord, per i risultati raggiunti, vedi Varese. Salerno non ha bisogno di nulla, o quasi e chiedere in una situazione di tale benessere sarebbe, come si dice dalle nostre parti, uno schiaffo alla miseria, se si parametrano le necessità del secondo capoluogo campano con quelle delle martoriate terre che a pochi chilometri sono affogate da disperazione e rifiuti. Cosa può chiedere Salerno che già non ha? Il pensiero va a Voltaire e al suo Candido che viveva nel migliore dei mondi possibili. Ma se questo è il migliore dei mondi possibili, gli altri, come sono? Arriva per caso don Alfonso D’Alessio a cui chiedo un parere. Questa la risposta. “Certo è che se la giorrnalista Rai avesse ragione un po’ dovremmo preoccuparci. Essere nel ventre della vacca vuol dire comunicazioni vicino allo zero tra amministrazioni locali e quella centrale? Vuol dire che è normale assistere all’emigrazione dei giovani e dei cervelli che non trovano collocazione nemmeno provvisoria? Non saprei e forse non tocca nemmeno al giornalista dare risposta, ma una cosa è certa, l’apparenza a volte inganna. E che l’apparenza diventi criterio di giudizio dovrebbe allarmare un po’ tutti. Nel presunto ventre della vacca o isola felice che dir si voglia certamente sono stai fati passi in avanti che ci hanno risparmiato il degrado che ci tocca osservare appena mettiamo piede fuori casa, ma l’accontentarsi al ribasso cela il rischio di una evoluzione connota tav dall’effimero. Mi spiego meglio. Nulla è solo e tutta apparenza, anche quest’ultima deve necessariamente avvalersi di una base sostanziale.v“Allora dov’è il punto? La programmazione, la visione, il sogno del futuro. Meglio essere che apparire dovrebbe essere la norma, beneficiando del fatto che quando si è inevitabilmente si appare, e ciò che si vede è fondato su solide realtà. Quando invece si appare solo, manca la base e appena si va oltre, crolla tutto. Basta una decisione del Consiglio di Stato per creare disoccupazione irreversibile? Ecco il caso plastico di apparenza senza sostanza. Anche qui le cose sarebbero potute andare diversamente se all’apparenza si fosse giunti costruendo saldamente la sostanza, passo dopo passo”.

2 thoughts on “L’insostenibile leggerezza della Salerno da bere

  1. non la città di Ippocrate (che qui non nacque nè visse): ma Città Ippocratica (Hippocratica Civitas, reciterebbe il Logo Cittadino, oggi declassato a “scudetto” sulla maglia di una squadretta di calcio, nella confusione indotta dalla diatriba tra logo di Vignelli, Cavalluccio e …San Matteo che, poveraccio, è l’unico che ne ha fatto le spese

  2. Spesso, nel corso di una conversazione/discussione, affermiamo “ma di cosa parliamo?”. E’ proprio così, troppo spesso non si parla di nulla perchè non sappiamo cosa dire o meglio non sanno cosa dire, non vivono, anzi vivono in un loro mondo parallelo che non incontrerà mai la realtà, la carne viva che fuori alle loro finestre sta combattendo una battaglia, per fortuna senza alcuna arma contundente. Una capacità però gliela riconosco…la loro insipienza (perchè non penso sia frutto di cosa voluta), il tenere scollegate le vertenze che si stanno producendo nel nostro Paese e quindi anche nella nostra Provincia li sta facendo galleggiare alla grande. Mi domando: a chi spetterà il compito di collegare “i malesseri?”. E questo illudersi che Salerno sia un’isola felice è solo una grande illusione…qualche mese e poi…

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