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L’insostenibile leggerezza della semplicità

L’insostenibile leggerezza della semplicità
di Luigi Zampoli

StatueCoperteQuanto di tipicamente italiano c’è nel dibattito sulle coppie civili e nell’incresciosa vicenda delle statue coperte in “onore” del presidente iraniano Rouhani?
Tanto, tantissimo, perché se c’è un popolo pervicacemente affezionato alle proprie consuetudini e ai propri difetti e virtù, è quello italiano.
La vicenda delle statue dei musei capitolini inscatolate può essere tranquillamente archiviata come un gesto di basso opportunismo autolesionistico per ingraziarsi i favori dell’illustre ospite a suon di contratti miliardari da stipulare tra il governo iraniano e le nostre imprese. Pura realpolitik all’amatriciana che, ovviamente, ci ha attirato il dileggio della stampa internazionale.
L’Italia è il paese con il più vasto patrimonio artistico del mondo?
Quisquilie, quando ci sono interessi economici in ballo e bisogna vendere all’estero il prodotto italiano, va bene anche rinnegare la propria identità culturale; questo avranno pensato i solerti funzionari del cerimoniale di Palazzo Chigi, o magari il direttore del museo, o forse il ministro degli Esteri, oppure il ministro dei Beni Culturali, insomma chiunque sia stato a prendere l’incomprensibile decisione. Lo scaricabarile, altro sport nazionale molto in voga.
Il responsabile in Italia ha sempre lo stesso nome: nessuno.
Che un episodio del genere possa anche essere preso poco sul serio, può starci, ma l’ennesima guerra di religione sul tema delle unioni civili lascia davvero sbigottiti. Non c’entra l’essere contrario o favorevole, non è un referendum e non è questo il punto. Quel che sconcerta è il modo in cui l’opinione pubblica si confronta su un tema importante e semplice al tempo stesso, che riguarda la vita di milioni d’individui, la normale vita affettiva di ciascuno di noi. Non si tratta di scegliere tra le magnifiche sorti e progressive e la barbarie, basterebbero solo un po’ di buon senso ed equilibrio per metterci al passo con le altre società europee.
Imbastire dilanianti guerre di religione, da una parte e dall’altra, su un semplice tassello di normale legislazione civile non fa che acuire la frammentazione della nostra società, mentre avremmo bisogno di riscoprire il collante di valori comuni e condivisi.
Non ci si può dividere pregiudizialmente, sempre, su tutto ed innalzare fortificazioni contrapposte a presidio di una concezione e dell’altra, d’altronde l’ideologizzazione dei diritti civili è sempre stata una caratteristica del grandi dibattiti che hanno investito la società italiana, dall’aborto, al divorzio, fino alle più recenti battaglie per la procreazione assistita.
Si va verso il delinearsi di una famiglia naturale ed un famiglia legale, recependo e tutelando un modello di convivenza e di affettività già ampiamente consolidato nella nostra realtà che prescinde dagli orientamenti sessuali dei partner, eppure si preferisce enfatizzare le differenze per alimentare un contrapposizione che non ha alcuna ragion d’essere; la legge non deve promuovere alcun modello familiare, ma limitarsi alla tutela della personalità dell’individuo, singolarmente inteso e nell’ambito delle relazioni sociali ed affettive. Famiglia tradizionale, matrimonio, unioni civili, adozioni, sono scelte che hanno un minimo comune denominatore: il rapporto affettivo e il riconoscimento dello stesso, da parte della legislazione, come elemento genetico di una micro comunità di persone che condividono le proprie esistenze.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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