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L’ira della Polverini: ripulire il Pdl. Ma lei guarda all’Udc

L’ira della Polverini: ripulire il Pdl. Ma lei guarda all’Udc

Il presidente del consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, ha aperto oggi la seduta straordinaria dell’aula, convocata per comunicazioni della governatrice Renata Polverini. In aula è iniziato subito dopo l’intervento della presidente che è stata accolta tra gli applausi all’ingresso del consiglio. E’ stata la stessa presidente Polverini a convocare la seduta straordinaria del Consiglio a seguito dell’inchiesta che ha visto coinvolto l’ex capogruppo del Pdl alla Pisana, Franco Fiorito, indagato per peculato. La presidente, secondo voci che circolano al Consiglio, potrebbe chiedere le dimissioni dell’attuale capogruppo Pdl, Francesco Battistoni, e del presidente dell’assemblea, Abbruzzese. Nelle sue prime dichiarazioni la PolverinI ha chiesto scusa ai cittadini ribadendo: «Quanto accaduto è una catastrofe come l’alluvione di Firenze». E ancora ha continuato dicento che auanto sta accadendo in questo periodo a livello di Regione Lazio è «un atteggiamento insopportabile e indecente, così lo percepiscono i cittadini». Polverini ha avuto subito parole di ringraziamento nei confronti di «coloro che per dovere di trasparenza hanno deciso di assistere alla seduta», ed ha quindi ricordato che in queste ultime due settimane la Regione Lazio è finita sulle prime pagine dei giornali nazionali, e non solo, «per l’uso abnorme e a dir poco disinvolto dei fondi del Consiglio regionale destinati ai gruppi». La governatrice ha parlato di utilizzo anomalo di questi fondi, sottolineando come nei cittadini la percezione dei fatti sia appunto qualcosa che equivale, «a prescindere dal momento storico in cui viviamo, ad un atteggiamento «insopportabile e indecente». «Non ci cado nel tritarifiuti dove qualcuno mi vuole buttare, se non c’è alternativa ce ne andiamo tutti a casa»: prosegue così il suo discorso alla riunione straordinaria del consiglio regionale del Lazio la presidente, che spiega: «I tumori che stanno qui dentro, nella Regione, come quelli che stavano nella mia gola vanno estirpati oggi. Non intendo nella maniera più assoluta sottoporre questa Regione a uno stress di comunicazione che non consente a nessuno di dire ciò che di buono stiamo facendo».
La governatrice ha rivendicato di essere stata «una persona che ha sempre lavorato, che non si è mai permessa nulla con danaro che non fosse frutto del proprio lavoro. Da domani mattina posso tornare da dove sono venuta. Almeno oggi – ha quindi chiesto ai consiglieri regionali – ci si comporti da persone serie, come non è stato in tante occasioni». «Voglio chiedere scusa alla mia famiglia che è stata trascinata in gogne mediatiche perchè ho deciso di mettere in gioco il mio impegno personale per questa Regione». «Siamo oggi nelle condizioni o di andare a casa, per come ci meriteremmo, o di rilanciare una partita alta e far partire da questa Regione un esempio: che la politica sana, al servizio della gente, quando arriva al fondo può risalire. Ma non c’è tempo per accordi e compromessi: oggi – ha quindi ribadito – o siamo tutti convinti che il tempo è scaduto oppure non credo valga la pena di andare avanti. O siamo convinti che se superiamo questo scoglio difficile siamo come la Concordia, ci siamo sfracellati ma per fortuna ancora non abbiamo morti, o non vale la pena di andare avanti».
Il presidente della Regione ha anche presentato una mozione per il taglio di auto blu, contributi e sperperi, ribadendo: «Bisogna dimezzare le commissioni e cancellare quelle speciali, dimezzare le somme sostenute a rapporto eletto-elettore, azzerare i contributi per gruppi consiliari, sospendere quelli per il solo funzionamento fino a che non arriviamo ad un sistema trasparente di certificazione dello scopo destinato, azzerare e revocare ogni investimento in conto capitale previsto e avviato per strutture del Consiglio, sciogliere i monogruppi, riformare il regolamento dei lavori consiliari, procedere nella diminuzione dei consiglieri e riduzione assessori di cui la metà saranno esterni». La Polverini ha chiesto anche «pubblicità immediata, al pari della Giunta, delle deliberazioni e disposizioni di qualsiasi natura assunte dall’ufficio di presidenza e dal presidente, razionalizzazione dei fondi a loro assegnati. Dobbiamo introdurre il collegio dei revisori regionale costituito da professionisti esterni nominati con sorteggio. Dobbiamo armonizzare il rendiconto tra Consiglio a Giunta. Sulla stessa strada andremo avanti per quello che riguarda il completamento della razionalizzazione delle società e degli altri enti». «Oggi – ha concluso – ci dobbiamo esprimere se siamo a favore o contro queste proposte e se alcune di queste cose possono essere fatte in una settimana. Servono tempi credibili e certi entro i quali questo diventa regolamento, legge, norma e trasparenza». Il pacchetto di risparmi proposto dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini potrà permettere per il Consiglio 20 milioni di risparmi già entro il 2012, passando da un bilancio da 98 milioni a 78. Quando il sistema entrerà a regime, nel 2013, il bilancio scenderà a 70 milioni. Lo rende noto la Regione, secondo cui il Consiglio con questi risparmi costerà al cittadino 13,88 euro l’anno, «meno del Piemonte e della Toscana».
Intanto, voci di corridoio e di beni informato fanno notare come negli ultimi tempi la governatrice del Lazio abbia avviato contatti con i centristi. Alcuni già parlano di passaggio nell’Udc.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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