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Lista Pro Monti ma Monti per ora non c’è

Lista Pro Monti ma Monti per ora non c’è

La reazione nervosa dei partiti della “strana maggioranza” alle ipotesi di un nuovo governo Monti rilanciate in parallelo al varo della nuova lista di Montezemolo e Riccardi, impone un netto dietro-front alle pur timide aperture del Prof sui suoi impegni futuri. E consiglia al Capo dello Stato una decisa presa di distanza dalle ricostruzioni sul futuro capo dell’esecutivo e una netta sottolineatura del suo ruolo super partes. «Quando ci sono elezioni libere nessuno può prevedere il risultato» ci tiene a ricordare Giorgio Napolitano che, assieme a Mario Monti, ridimensiona le aspettative sul futuro dell’attuale premier, legittimando l’autorevolezza di ogni esecutivo che verrà. Anche perché, assicura, «il cammino» del prossimo esecutivo è stato già tracciato da Monti. Anzi, sottolinea anche il Professore, i governi che verranno faranno addirittura «meglio» e «anche dopo il voto sono certo che governi opereranno per il risanamento e le riforme». Insomma la retorica del “Monti dopo Monti”, del governo del professore come l’unica chance per l’Italia di garantirsi sui mercati internazionali, rischiava di avere effetti controproducenti per garantire una navigazione tranquilla verso il porto delle elezioni. E, nonostante l’accelerazione imposta alla ricomposizione dell’offerta politica dall’anticipo del voto, governo e Quirinale hanno deciso di mettere un freno a quello che ogni giorno di più appariva come un endorsement alla costruzione del nuovo partito del Professore. “Partito” che si deve ancora costruire e che per risultare nella sua connotazione effettiva deve ancora attendere altri passaggi. Primo fra tutti il confronto tra il movimento di Montezemolo e Riccardi e la Lista per l’Italia di Casini e Fini. Il leader dell’Udc plaude all’ “affollamento” dell’area al centro, rivendica il ruolo di “pioniere” del Monti-Bis e continua a sostenere le virtù di una sana “competizione” al centro: «quando mi chiedono se con Montezemolo ci sia concorrenza o alleanza io rispondo che c’è bisogno di concorrenza, intesa in modo positivo» dice Casini. Per questo le tecnicalità del raccordo con Montezemolo non sono ancora decise, «se si tratterà di una o due liste», insomma di un partito unico o di una federazione di liste che si candida in nome del Prof, si deciderà a tempo debito, quando si saprà con quale legge andremo a votare. I big del nuovo partito nato agli Studios De Paolis intanto si danno appuntamento alla prossima settimana per fare il punto sulle strategie avviate: da lunedì si saprà infatti chi avrà vinto le primarie del Pd e si sarà aggiunto un elemento chiarificatore sullo scacchiere politico in vista degli schieramenti che si presenteranno alle prossime elezioni. Intanto però, la lista di Montezemolo e Riccardi si organizza ed annuncia che «ci sarà un leader elettorale dopo una verifica con i nostri iscritti». A svelare la strategia è Carlo Calenda, uno degli animatori di Italia Futura che ricorda: «Nessuno dei due principali partiti sa chi sarà il candidato. Noi siamo nati ieri ma ci sarà un leader elettorale». La scelta, spiegano al think tank di Montezemolo, sarà fatta una volta sciolte le Camere e sarà presa consultando la base elettorale. Le modalità sono ancora da venire, ma di certo, assicurano, non si tratterà di primarie così come per gli altri partiti, più probabilmente sceglierà un’assemblea degli attivisti. Anche perché l’opzione sul candidato Monti resta ovviamente quella prioritaria: il resto arriverebbe solo in attesa di un suo via libera e per guidare la campagna elettorale. Posto che Luca Cordero di Montezemolo ha ribadito di non volersi candidare in Parlamento e di non volere rivendicare ruoli per la sua persona, nulla vieta che sia proprio lui, se la base lo chiederà, a guidare intanto il partito verso il voto.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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