L’Istat “riconosce” e classifica le nuove professioni giornalistiche

L’Istat “riconosce” e classifica le nuove professioni giornalistiche
di Barbara Ruggiero

L’Istat aggiorna la classificazione delle professioni in Italia e inserisce – tra i lavori – il redattore ufficio relazioni con il pubblico, l’addetto ufficio stampa per le istituzioni e il portavoce nelle amministrazioni pubbliche.
A dodici anni dall’entrata in vigore della legge 150/2000, quindi, anche l’Istituto Nazionale di Statistica aggiorna le categorie professionali in Italia. La notizia viene dalla newsletter Comunicatori&Comunicazione, interamente basata sulla comunicazione pubblica nel nostro Paese.
Tra le più di seimila categorie professionali – si spiega – nell’ultimo aggiornamento sono stati inseriti esempi di professione da svolgere istituite dalla legge nel 2000.
In questo modo si evidenzia sempre più la differenza tra chi svolge la professione di comunicatore in strutture pubbliche o private.
La notizia è stata riportata nei giorni scorsi anche dalla Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana. Ed è stata annunciata come una vera e propria svolta nel mondo della comunicazione pubblica che ha evidenziato, tra l’altro, la decisione dell’Istat di modificare la denominazione alla classificazione delle professioni da pubbliche relazioni a Relazioni pubbliche. La proposta di modifica di denominazione era stata effettuata da una docente e ricercatrice dell’Università di Salerno, Daniela Vellutino, studiosa di Terminologia e socia dell’Associazione della Comunicazione pubblica.
Il cambio di denominazione è considerato una svolta epocale per gli operatori del settore in quanto la decisione dell’Istat si ripercuoterà anche sulla terminologia utilizzata dalle Camere di commercio per la registrazione delle imprese del settore.
La proposta è stata accolta all’indomani del convegno dell’Associazione Italiana per la terminologia “Comunicare in Europa. Lessici istituzionali e terminologie specialistiche” che si è tenuto la scorsa primavera presso l’Università degli studi di Salerno.
La richiesta di cambio di denominazione è giunta da chi sostiene che la traduzione corretta dell’inglese “public relations è “relazioni pubbliche” e non “pubbliche relazioni” in quanto il termine “public” sarebbe riferibile al sostantivo “pubblici” inteso come soggetti con sui si intrattengono le relazioni e non al alla sfera pubblica e quindi all’abilità di intrattenere relazioni in pubblico.
L’Istat, dunque, classifica la professione delle relazioni pubbliche tra le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, individuando una categoria denominata “Specialisti delle relazioni pubbliche, dell’immagine e professioni assimilate”.

Barruggi

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