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Liste impresentabili, occhio ai candidati

Liste impresentabili, occhio ai candidati
di don Aniello Manganiello *
don Aniello Manganiello

don Aniello Manganiello

Purtroppo proprio non ci siamo. Avete letto i nomi dei candidati in lista per le Europee? Siamo alle comiche. I partiti, chiusi nella loro autoreferenzialità, stanno gestendo ormai le briciole della loro credibilità e lanciano in pista vecchi rottami, indagati, condannati, politicume di professione, ceto e non società civile.

I tempi sono duri e amari né tantomeno compaiono elementi di distinzione che possano orientare gli elettori. Ormai da qualche anno si continua ad andare avanti in un regime di consociativismo. Un tempo questa parola indicava una forma di politica di basso livello, oggi invece rivaluta sorprendentemente la politica dei patti di gestione e di potere, nobilitata dal fine della governabilità e delle esigenze del popolo italiano. Sul tema non da poco delle riforme e dell’architettura dello Stato, Renzi che dovrebbe rappresentare la novità del momento ha scelto di allearsi proprio con Berlusconi, ridando all’ex premier agibilità proprio nel momento in cui una sentenza per un reato grave e infamante lo metteva fuori gioco, nella inequivocabile posizione di pregiudicato (e detenuto). Tutte le strade che l’alternanza, perlomeno a livello di ipotesi, lasciava immaginare davanti al futuro del popolo italiano sono state fatte così saltare in nome di un laboratorio comune che rappresenta lo stagno nel quale agonizza la libertà di partecipare.

Visitando ogni giorno le scuole italiane percepisco in maniera sempre più netta la riprovazione dei giovani per queste “aggiustatine” spettacolari della situazione che rappresentano la peggiore terapia, quella che tenta di lasciare ogni cosa nello stato attuale. Non ce ne voglia il capo dello Stato, ma di questa impostazione che, di fatto, ha sequestrato la facoltà di decidere liberamente, nel segreto dell’urna, nuovi equilibri sarà presentato il conto alle istituzioni. Si capirà, un giorno, se le scelte inaugurate con il governo Letta abbiano garantito la governabilità o siano state un mezzo per preservare equilibri di potere che il popolo intende da lungo tempo superati.

Probabilmente chi è al vertice di quel che resta dei partiti nemmeno si rende conto che l’Italia che opera, soffre e lavora chiede e cerca altro, vuole facce nuove che abbiano impresso sul volto il disinteresse totale nel ricoprire le cariche pubbliche. Gli italiani vogliono persone da invitare e convincere a scendere in campo per godere così del loro apporto, scacciando l’attuale minoranza ondivaga che ad ogni competizione elettorale si ripresenta, magari sotto mentite spoglie, per non mollare la presa.

In questo clima cosa fare? A preferenza di commettere errori con un voto superficiale, dato magari “per amicizia” o per noia, sarà meglio disertare le urne. Chi invece vorrà attendere a quest’ufficio importante della propria esperienza civica dovrà concentrarsi sul candidato da scegliere, guardandolo, “indagando” sulla sua vita, valutando le esperienze pregresse, verificando la sua moralità e credibilità, esercitando cioè una funzione di garanzia attiva. Solo in questo modo si scompaginano i programmi di quattro o cinque leader malinconici che hanno composto a tavolino le loro liste per l’unica esigenze di perpetuare se stessi.

La strada maestra per non aderire agli spettacoli inscenati da questa classe dirigente resta però la partecipazione diretta. Perciò ai giovani consiglio di attivarsi con lo studio e le informazioni sulla vita amministrativa della propria città. Sogno un futuro in cui potranno proliferare le liste civiche libere e autogestite. Occorre, in altri termini, ricreare il tessuto democratico di base, indicando valori (e praticandoli) ma soprattutto allestendo aree di impegno nelle quali la convivenza, la vivibilità, il bisogno, che sono i veri temi sui quali la politica deve misurarsi, tornino ad avere una centralità. Attualmente sono purtroppo temi confinati nell’ambito delle declamazioni retoriche o tra gli eccessi intemperanti di nuovi gruppi spesso inesperti e sprovveduti, mentre continua il grande mercato della corruzione politica che ogni giorno aggiunge altro disgusto allo sgomento.

 

* fondatore dell’Associazione Ultimi per la legalità e contro le mafie

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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