L’Italia alla deriva: metafora di un naufragio annunciato

di Luigi Zampoli
“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello” (Dante Alighieri, Purgatorio, VI)

Un antico vascello naviga per una rotta incerta, nel buio pesto, racconta di un passato glorioso ed ammirato, è ornato di splendidi stucchi, intarsi meravigliosi, ma lasciato all’incuria ed alla decadenza.
Sulla tolda di comando un saggio, autorevole timoniere, anziano, ma forte e saldo nello spirito, rispettato ed ascoltato dalla ciurma, che lo chiama il “ Presidente”; di fianco a lui, una donna, vestita di bianco, con un drappo tricolore, ed una corona poggiata sul capo, l’espressione è smarrita, confusa, lo sguardo perso in un futuro difficile da immaginare.
Dalla cabina di comando della nave rimbombano le urla, gli schiamazzi e gli strepiti di un equipaggio che sembra aver perso il lume della ragione, rissoso ed inconcludente, inefficace ed impreparato, proprio mentre le acque si ingrossano sempre di più e la tempesta, minacciosa sullo sfondo, non promette nulla di buono.
Diversa l’atmosfera sottocoperta, nella pancia della nave, dove uomini, donne, giovani e anziani, tutti insieme, proseguono il loro viaggio, in silenzio, confusi, sballottati da una parte all’altra, s’interrogano sul proprio destino, con rabbia e determinazione alcuni, con rassegnazione altri; tra taluni, invece, il disfattismo ed il qualunquismo la fanno da padroni.
Stati d’animo contrastanti, tenuti soffocati per una sorta di tacito quieto vivere, e proprio per questo pronti ad esplodere da un momento all’altro, una comunità di viaggiatori in ebollizione che ha già mandato i primi potenti segnali d’insofferenza a coloro che devono decidere rotta e destinazione del vascello.
Si naviga a vista, miglio dopo miglio, onda dopo onda, la nave arranca, imbarca acqua, devia in continuazione a sinistra e destra; se non fosse per quell’anziano, saggio timoniere che riesce in qualche modo a governarla, a tener fede alla dignità ed al prestigio del glorioso tempo andato, probabilmente sarebbe già affondata, insieme ai colpevoli ufficiali della cabina di comando ed agli ignari passeggeri.
E la donna vestita di bianco, con un drappo tricolore e la corona poggiata sul capo?
Il suo destino è indissolubilmente legato a quello del vascello, del suo vascello, splendidi e sgualciti allo stesso tempo, sfiancati, logorati, lacerati , ma che ancora si fanno guardare….
Condividono tutto, a cominciare dal nome…Italia

Un pensiero riguardo “L’Italia alla deriva: metafora di un naufragio annunciato

  • 16 Marzo 2013 in 09:41
    Permalink

    …Nell’articolo, altra immagine, perfino bella nella sua crudezza, dell’Italia di questi giorni!
    Dante semper docet.
    Idea: non si potrebbe confezionare un grande striscione con su riportati a caratteri cubitali i versi danteschi e, nottetempo, dispiegarlo in ambedue gli emicicli del nostro parlamento?
    Capirebbero i nostri…la lezione?

    Risposta

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