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L’Italia dei democratici deve essere meno iniqua e divisa

L’Italia dei democratici deve essere meno iniqua e divisa

Oggi alle 17,30, presso la libreria Einaudi di Salerno (Piazzetta Barracano al Corso Vittorio Emanuele) dialogo aperto per l’incontro dibattito su “L’Italia dei democratici” con Enrico Morando e Giorgio Tonini, autori del libro edito da Marsilio 2012. Di seguito una introduzione all’incontro di Giovanni Celenta (Nonunodimeno) e il programma della iniziativa. Sarà possibile inoltrare al nostro blog quotidiano IConfronti (iconfronti@gmail.com e info@iconfronti.it), che coopera alla organizzazione dell’incontro, domande e interventi che saranno sottoposti ai relatori e agli autori e di cui si troverà traccia nel resoconto, già questa sera.

di Giovanni Celenta*

Maria e Mario, sono nati da poco a Milano.
“Maria è figlia di genitori laureati. Sua mamma, insegnante di matematica, e suo padre, funzionario di banca, hanno deciso di lasciare la casa in affitto e contrarre il mutuo per comprare una casa più grande in cui vivere con la famiglia che si è allargata.
Mario è figlio di genitori con diploma di media inferiore. Sua madre è casalinga in famiglia e racimola in nero con lavori domestici saltuari in casa altrui mille euro quando va molto bene. Vivono con la nonna di Mario in una stessa abitazione e non possono acquistare una nuova abitazione. Riescono appena a reggere le spese di ristrutturazione condominiale.
Alla nascita, la sorte ha già assegnato a Maria probabilità di laurearsi quattro volte maggiori di quelle di Mario”. E tale differenza dipende unicamente da reddito e dai titoli delle famiglie di provenienza
Nella sua stratificazione sociale l’Italia è il paese europeo collocato al livello maggiore di disuguaglianza e tale diseguaglianza aumenta ulteriormente se guardiamo alle prospettive di vita dei bambini nati oggi.
Le generazioni future sono azzoppate nei loro progetti di vita come e più delle (coorti di) generazioni presenti che già oggi patiscono la crisi.
Per “aggiustare” questo presente (di ricchezza concentrata e disagio sociale diffuso), per scongiurare uno scenario futuro di iniquità (per le persone) e divisioni (nella società) basterebbe una buona politica distributiva se avessimo finanze in ordine e crescita elevata.
Così non è.
La compresenza delle tre richiamate componenti – diseguaglianza, debito pubblico, mancata crescita – “fanno” la gravità/specificità della crisi italiana e vanno congiuntamente aggredite alla radice se vogliamo che Mario riduca la distanza da Maria.
La qualità dell’azione pubblica e la efficienza del mercato sono parimenti decisive e non contrapponibili
Non vi sono vie di fuga da una politica di cambiamento che coniughi ad un tempo pareggio strutturale di bilancio, un welfare dinamico concentrato su scuola/ricerca/apprendimento, un mercato che valorizzi i meriti e promuova mobilità sociale.
Intorno a queste azioni e non a prescindere vanno costruite alleanze sociali e soggetti politici coesi, consapevoli che tale ciclo riformista va proposto nitidamente agli elettori (e non alle loro spalle) con una chiara indicazione dei costi e dei benefici necessari alla “traversata del deserto”.

Il programma dell’iniziativa

* “Nonunodimeno”

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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