Mar. Ago 20th, 2019

I Confronti

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L’Italia delle meraviglie e lo stupore di Alice

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di Luigi Zampoli
di Luigi Zampoli

Alice nel Paese delle Meraviglie - dal film omonimo Mia Wasikowska - JPEGUn mese e mezzo fa un gruppo di uomini vestiti di rosso riuniti in conclave hanno discusso (pacatamente o animatamente questo non si sa) per eleggere il proprio Capo (possiamo chiamarlo così, senza inutili ipocrisie).
In questi giorni circa mille rappresentanti del popolo, più i cosiddetti “Grandi Elettori” indicati dalle Regioni, stanno affannosamente cercando di arrivare a un nome ”condiviso” per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica.
Gli uomini vestiti di rosso, per riflettere meglio, si sono isolati dal mondo, chiudendo alle proprie spalle il grande portone della Cappella Sistina e lasciando fuori le ipotesi, le previsioni, le parole degli esegeti di turno, i possibili nomi di papabili e tutto il baccano mediatico d’occasione. Tutto in breve tempo.
Poi uno di loro è uscito, si è affacciato a un balcone, ha pronunziato le formule di rito, ha comunicato il fatidico nome e via. Finito.
La pletora degli eletti, invece, non si chiude al mondo, al contrario, vi si offre, rivendicandone legittimamente la rappresentanza e quindi ragionando sul nome più idoneo a incarnare l’istituzione e la Nazione tutta; un gruppetto di due soli uomini, in questo caso molto più sparuto di quello degli uomini in rosso, decidono di incontrarsi in un hotel per arrivare ad una convergenza sul nome da portare all’assemblea.

I due uomini sono i leader dei due partiti più grandi. C’è poi un terzo leader che, invece, dopo una consultazione on-line, porta un terzo nome nell’agone per l’elezione. Tre leader, due nomi per un Presidente. Il tutto partendo da una moltitudine di milioni e milioni di elettori, alla base della “piramide democratica”.
Se la democrazia dovrebbe assicurare la piena corrispondenza tra ciò che il popolo chiede in termini di governo e le persone che devono attuare l’indirizzo di governo a tutti i livelli, come mai si ha l’impressione di una divaricazione sempre più larga tra i cittadini e un Palazzo, avvolto dalla “nebbia” politicista, nonostante i tanti e gravissimi problemi impellenti? Tutto questo, mentre, in un’Istituzione che sembra “relegata” nel tempo delle cose passate, testimonianza di riti e procedure granitiche nella loro fissità, lo slancio e la determinazione dettati dalla “sacra“ urgenza di garantire una guida alle umane coscienze, si risolvono in una decisa dimostrazione di dinamismo e modernità.
Ma non dovrebbe essere il contrario? L’Italia è come il Paese delle Meraviglie di Alice…. dove tutto ciò che dovrebbe essere non è e viceversa.

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