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L’Italia merita serenità: meglio il compromesso che l’avventura

L’Italia merita serenità: meglio il compromesso che l’avventura
di Giuseppe Fauceglia

6-Prof.-Giuseppe-FaucegliaCompromesso versus intransigenza?
Non è più ritenuta valida in politica l’arte del compromesso, si ritiene che la situazione attuale resti il frutto di una mancata intransigenza. Ma davvero è così? Mi pare che l’evidente irrazionalità nelle scelte politiche di questi giorni sia il frutto di una campagna elettorale permanente: tutti pensano, nella consapevolezza di dover affrontare tra qualche mese nuovamente il responso elettorale, che posizioni di assoluta chiusura aiutino ad acquisire consensi. Preferire lo status quo e non compiere alcuna scelta sulla governabilità equivale, però, a lasciare che altre forze, sottratte ad ogni controllo democratico, guidino il Paese, controllino il cambiamento, costruiscano forme sempre più evolute di disuguaglianze. A questo non sono estranee la stampa e la televisione, che ormai seguono le vicende politiche come vere e proprie “corse di cavalli”, senza pensare che se è logico affrontare una campagna elettorale nella prospettiva dello scontro (anche aspro) tra le diverse posizioni, ciò non è più possibile allorquando si tratta di guidare il Paese, di assicurare un Governo stabile ad una nazione alle prese con una speculazione finanziaria aggressiva e pericolosa. Un partito o un movimento che si ponga l’unico obiettivo di “controllare tutto”, sia pure nella prospettiva di un mutamento radicale ed epocale della politica, è pericoloso per la democrazia. Proprio per questo ritengo sempre preferibile il compromesso, quello nobile, non quello “pasticciato”, che consente il confronto delle idee e dei programmi e che contribuisce a creare la serietà e la serenità che l’Italia merita.

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