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L’Italia, paese delle occasioni mancate

L’Italia, paese delle occasioni mancate
di Carmelo Currò

incontro_obama_renzi_lamerica_detta_le_regole_sugli_f_35No comment sull’India, silenzio sulla candidatura italiana per la guida della Nato, preoccupazioni per il disimpegno sugli F35, massimo interesse sui rapporti con la Santa Sede. Napolitano una roccia, apertura di credito a Renzi, ammirazione per la capitale. Pesando i due sistemi di lettura, la visita del presidente Obama a Roma si risolve in una atmosfera di cortesia più che di risultati, e sospende ancora una volta l’Italia ad attese di un futuro migliore tutto da venire.
Secondo il quotidiano La Stampa, a un Napolitano furibondo per la delusione sull’Alleanza atlantica, all’atto dell’insediamento di Renzi sarebbe stato detto che il Governo statunitense è perplesso sugli avvicendamenti ravvicinati dei premier italiani, e che quindi non sarebbe stato utile appoggiare un politico di Roma a capo del Patto. Contrariamente a un candidato norvegese dotato di più ampia rispettabilità e sostenuto, per ragioni di opportunità politica, anche dalla Germania.
E stato autorevolmente affermato che in questo momento l’offensiva diplomatica russa sta cercando di attivare nuove alleanze nei centri nevralgici del Pianeta; e che gli Stati Uniti, al contrario, si trovano sulla difensiva. Del resto, dopo le proteste e le paure di una nuova guerra fredda, le paventate sanzioni e la solidarietà, le democrazie occidentali sembrano essersi rassegnate alla perdita della Crimea da parte dell’Ucraina, e quindi a dover sopportare una pratica avanzata di Mosca in direzione dei mari caldi. Oltre a subire una sua rinnovata influenza in Siria dove l’opposizione al regime si è dimostrata più sanguinaria della vecchia classe dirigente e ha perso qualsiasi credibilità.
BRITAIN-G8-SUMMITLa Russia torna da grande interprete sugli scenari internazionali, potente per la cecità occidentale di voler dipendere in buona parte dai suoi rifornimenti energetici. Basti pensare che l’Italia consuma un quinto dell’export energetico ex-sovietico verso l’Europa, e che i Paesi baltici accusano i nuovi alleati di non occuparsi del loro problema di totale dipendenza da Mosca. Eppure, a rifornire il Cremlino del danaro necessario alla sua rivalsa (lo ha ribadito Prodi qualche giorno fa), sono in particolare gli investimenti occidentali. È vero che Obama ha rilanciato, affermando che proprio il gas Usa affrancherà molte Nazioni dai rifornimenti russi; ma mentre saranno firmati i contratti, organizzati i rifornimenti e preparate le infrastrutture (secondo gli analisti il gas Usa non potrà arrivare in Europa prima della fine del 2015), ad Est vi sarà tutto il tempo di preparare contromosse e stipulare nuove alleanze. E come reagiranno, una volta esaurita l’onda discreta delle sanzioni, le grandi ditte occidentali, di fronte a un eventuale ritiro dalle grandi operazioni di progettazione, come quella di Southstream? Per costruire il gasdotto che dovrebbe aggirare l’Ucraina portando il gas russo fino all’Europa, l’italiana Eni si è impegnata pesantemente, tanto che recentemente la Snam, società per il trasporto gas, ha vinto un appalto di due miliardi per la realizzazione del primo tratto off shore delle tubature nel Mar Nero. Che ne sarà di questi progetti?
mappamondoQuel che sorprende in questo periodo è che l’Italia si troverebbe nella situazione ideale per far sentire la sua voce in campo internazionale. Un grande Stato con infrastrutture di enorme rilevanza e un mercato interno assetato di energia, cliente della Russia, alleato degli Stati Uniti, potrebbe giocare un ruolo importante nel riallineamento delle alleanze, “mercanteggiare” (lasciatemi usare questo brutto termine) le proprie adesioni o i propri contratti. La guida della Nato, gli aeroporti, il prezzo del gas, la conclusione dei lavori dei gasdotti, dovrebbero entrare a far parte di un piano globale del Governo per ricollocare il ruolo dell’Italia fra i Paesi che contano. Purtroppo, i leader politici italiani sembra si interessino molto poco di politica internazionale, troppo impegnati a fare attenzione ai gruppi, alle elezioni locali, alle fazioni di partito, alle presenze in televisione. Gli argomenti di politica interna assorbono gran parte delle loro attività e dei loro pensieri molto più che le vie del gas, le guerre nascoste, i rapporti Est-Ovest.
Prima di firmare, mediare, chiedere, l’Italia deve mettersi in condizione di meritare attenzione e rispetto, uscendo dalla condizione di estranea alla politica internazionale. A tutto beneficio della nostra situazione economica.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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