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L’Italia scoppia: scuola in piazza, Roma blindata. Paura scontri

L’Italia scoppia: scuola in piazza, Roma blindata. Paura scontri
di Barbara Ruggiero

La giornata di oggi si prospetta come una delle più difficili per Roma. Tra cortei, manifestazioni e sit-in si preannuncia un sabato di passione per la capitale. Nella giornata odierna si mescolano iniziative di protesta sulla scuola (Cgil, Cobas e studenti) e sulla crisi economica (Casapound Italia).
Letteralmente blindato il centro storico, soprattutto in concomitanza con la manifestazione degli studenti universitari che hanno già annunciato di voler andare a manifestare sotto i palazzi del potere e che non accetteranno “blocchi” o limitazioni di sorta da parte delle forze dell’ordine.
Per la giornata di oggi 80 linee di autobus sono state soppresse o deviate e la città è “assediata” da un corposo numero di forze dell’ordine.
Il programma dei cortei di protesta e delle manifestazioni è molto fitto.
Alle 10 a piazza della Repubblica si sono riuniti i cobas e i precari della scuola. Al Colosseo nella manifestazione dovrebbe confluire il corteo degli universitari che si è riunito a Piramide sempre in prima mattinata. Questa prima manifestazione è contro “una politica scolastica che in continuità con quella dei precedenti ministri dell’Istruzione, vuole imporre una scuola-miseria fatta di tagli permanenti e finanziamenti ridicoli, e una scuola-quiz, basata sui grotteschi indovinelli dell’Invalsi come metro di valutazione per istituti, docenti e studenti”.
La manifestazione dei cobas e dei precari della scuola è stata autorizzata; quella degli studenti no. Le forze dell’ordine sono state allertate perché si vocifera che qualche gruppo sia fermamente intenzionato ad arrivare a Montecitorio e a Palazzo Chigi. Si teme che a Piazza Venezia i manifestanti possano forzare il blocco istituito dalle forze dell’ordine. Un corteo non autorizzato, con un itinerario che non si conosce e che quindi potrebbe riservare scenari imprevisti. Le forze dell’ordine saranno schierate per impedire l’accesso verso le sedi istituzionali.
Sempre in mattinata sono previsti anche due sit in, entrambi organizzati da studenti e docenti: uno è organizzato a piazza Farnese dalla Flc-Cgil; un altro si svolge in piazza Bernardino da Feltre, uno dei posti più vicini al Ministero dell’Istruzione che sarà inavvicinabile. Il sit-in di Piazza Farnese è per protestare perché “il governo tace su precariato e piano di stabilizzazioni docenti e ATA, tagli agli organici, finanziamenti alla scuola pubblica, docenti inidonei e rinnovo del contratto bloccato da oltre tre anni”.
Nel pomeriggio, intorno alle ore 16, sfileranno per le strade di Roma – da piazza Mazzini a Ponte Milvio – i ragazzi di estrema destra di Casa Pound. In contemporanea, la Federazione di sinistra e l’Anpi hanno indetto un sit in di protesta a piazza dell’Esquilino, vicino alla sede di Casa Pound. I militanti di Casapound protesteranno “contro il governo dei banchieri e a difesa dello stato sociale, per dire ‘no’ a privatizzazioni, speculazione, azzeramento delle tutele per il lavoro, perdita della sovranità nazionale”.
Per gli organizzatori sono migliaia le adesioni con decine di pullman in arrivo da tutta Italia.
“Si potrà manifestare il proprio dissenso, ci sarà comprensione e dialogo da parte nostra, ma è ovvio che i luoghi sacri della democrazia saranno inviolabili” – ha avvertito ieri il prefetto Giuseppe Pecoraro, per il quale in ogni caso “non ci sono segnali di una ‘regia’” per arrivare a scontri con le forze dell’ordine come è stato lo scorso 14 novembre.

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