ll liceo classico di Cava trionfa a Nola

Intervista a cura di Serena Avallone, Celeste Castiello, Simona Ronca

Se l’anno scolastico 2018-2019 fosse un’Olimpiade, il liceo “Marco Galdi” nel suo medagliere vanterebbe un argento e un bronzo, per la specialità “traduzione dal latino”. Il classico di Cava de’ Tirreni ha partecipato alla seconda edizione del Certamen Nolanum e – fatto singolare – si è aggiudicato una duplice vittoria. Sul podio Anna Santaniello della terza A e Laura Senatore della terza C, allieve delle professoresse Pina Salsano e Paola De Venezia.

Laura Senatore (a sinistra) e Anna Santaniello (a destra).

“Anna e Laura pensavano di non farcela ma – ha affermato soddisfatta la professoressa Paola De Venezia – hanno superato la prova con grande successo!”
“Questa esperienza – ha detto fiduciosa la professoressa Pina Salsano – ha sicuramente aperto le porte al nostro liceo per nuove vittorie; mi auguro che nei prossimi anni parteciperanno più studenti!”


Complimenti per la vittoria, Anna!
Grazie, ancora non ci credo!

Complimenti per la vittoria, Laura!
Grazie mille!

Come ti sentivi prima di arrivare a Nola? Qual è stata la tua prima impressione?
Anna: Ero un po’ in ansia, ma anche molto emozionata; non avevo mai fatto nulla del genere, poi la realtà ha superato ogni mia più rosea aspettativa. E ne sono felice!
Laura: Sapevo che sarebbero stati molti i partecipanti, per cui ero abbastanza tranquilla, senza particolari aspettative. Ho partecipato per il semplice piacere di tradurre e di fare una nuova esperienza.

Come era organizzato? Hai fatto amicizia con qualcuno?
Anna: “Appena siamo arrivati ho subito notato come tutto fosse organizzato nei minimi dettagli. Ognuno ha preso posto alle 08:15, il Certamen sarebbe cominciato un’ora dopo e così ho iniziato a parlare con dei ragazzi di Napoli quindi sì, ho fatto amicizia. Era il primo Certamen per tutti. Eravamo divisi in due categorie: iunior e senior. Dieci minuti prima dall’inizio sono passati a darci una bottiglia d’acqua, due fogli, una penna e dei wafer. Poi i testi da tradurre: potevamo scegliere fra un testo di Cesare e uno di Nepote e io ho tradotto Cesare, perché mi ero esercitata di più. C’erano due buste, una gialla dove bisognava scrivere il proprio nome, la classe e la scuola di provenienza e una bianca dove bisognava specificare la categoria e consegnare la versione. Questo per garantire l’anonimato ed evitare ‘preferenze’. A fine prova, ero stanchissima, ma è stata una bellissima esperienza e voglio partecipare di nuovo l’anno prossimo”.

Laura: “Non appena siamo arrivati, siamo stati accompagnati in un corridoio dove si sarebbe svolta la gara. A essere sincera, mi sono sentita un po’ in ansia quando ho visto tutti quei banchi messi in fila, uno dietro l’altro. Eravamo davvero tanti! Dopo aver scelto la postazione, ci sono stati illustrati il regolamento e la modalità di svolgimento della prova: avevamo a disposizione cinque ore per tradurre un passo d’autore dal latino e rispondere ad alcune domande di analisi del testo. Tutto era organizzato nel migliore dei modi e, per l’intero svolgimento della gara, c’è stata una sorveglianza impeccabile. Non c’è stata occasione di stringere amicizie, in realtà, non ho potuto scambiare neanche una parola con i ragazzi delle file vicine. Dagli occhi di tutti trapelava speranza di vittoria e un pizzico di rivalità. Chissà cosa avranno pensato alla premiazione!”

Ti aspettavi di arrivare seconda? Come si è svolta la premiazione?
Anna: “Non avrei mai pensato di vincere. Appena mi hanno chiamato mi sono guardata attorno per vedere se ci fosse un’altra Anna Santaniello. E invece ero proprio io! È stato bellissimo, non me lo aspettavo minimamente. Ho vinto 300 euro, duecento li ho aggiunti al mio conto in banca, cento li spenderò in libri e accessori personali”.

Ti aspettavi di arrivare terza? Come si è svolta la premiazione?
Laura: “No, non mi aspettavo assolutamente di arrivare terza. Eravamo talmente tanti partecipanti e la possibilità di vincere era così bassa, che, quando ho sentito il mio nome, non mi sembrava vero. Una sorpresa magnifica! Una sensazione che ognuno dovrebbe vivere almeno una volta nella vita, quella di sentirsi gratificati grazie alle sole proprie capacità”.

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