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LO SPETTATORE CRITICO / Verdina, danza di vita di una stella

LO SPETTATORE CRITICO / Verdina, danza di vita di una stella
di Silvia Siniscalchi

imageChi è Verdinastella?
Se lo saranno chiesti in molti al Teatro Ghirelli di Salerno l’altra sera, in occasione dell’atteso spettacolo proposto per la rassegna “Quelli che la danza 2014”. E la domanda avrà continuato a echeggiare silenziosamente tra gli spettatori nei circa dieci minuti iniziali di uno straordinario spettacolo di danza e narrazione di Oretta Bizzarri
(coreografa e regista) animato dalla lucida, “folle”, creativa interpretazione di Mariella Celia (danzatrice e voce narrante), con la regia video di Guglielmo Enea e
 le luci di Stefano Pirandello.
E il quesito iniziale è subito diventato rebus quando sullo schermo posto al centro del palco è comparsa l’immagine di una bizzarra figurina bionda, agitata da movimenti arzigogolati e scomposti gridolini. Ma è proprio così che, in un avvicendamento di forme, musiche e frammenti di movenze, sullo sfondo di alienate atmosfere metropolitane, Verdinastella, nata sul web, ha presentato se stessa in una serie di filmati a cura di Guglielmo Enea (integralmente visibili su YouTube: http://www.youtube.com/playlist?list=PLnPEpXvd4F6aG2H-yeh1Knkb2Meh-6PW3).
Il pubblico ha così visto la nascita del personaggio (ideato da Oretta e Mariella) con i suoi tentativi di uscire allo scoperto osservandosi allo specchio e provando vari abiti sino a trovare i suoi (strambi quanto lei). Verdina sbalordisce poi un gruppo di bimbi durante una lezione di danza, segue il richiamo di altre ballerine di cui tenta invano di imitare il ritmo e le movenze orientaleggianti; esplora quindi gli spazi chiusi e le possibilità dei propri movimenti, uscendo all’aperto e fondendo, come in un film di Tarkovskij, lo spazio e il tempo reali con quelli interiori. In cerca di un posto nel mondo, trasforma luoghi e oggetti in scoperte e in inusuali strumenti per nuove, infantili funzioni.
imageVerdinastella sbuca quindi dallo schermo e si materializza sul palco, provando a trovare un assetto e una materna forma di accoglienza per il suo sguardo attonito e le sue movenze scomposte, che ricordano a tratti quelle del celebre Charlot. Le parole della sua narrazione, frammentata, singhiozzata come i suoi movimenti, hanno subito inizio: in un misto di dialetto napoletano e italiano, Verdina si contorce e rialza a scatti, come un automa eterodiretto, dallo sguardo vitreo. I suoi pensieri non hanno però voce, sopraffatti dall’eco delle chiacchiere del mondo, dai luoghi comuni, dai pregiudizi, dalle violenze del perbenismo borghese. E l’oppressione di Verdina traspare dai suoi movimenti scomposti, come quelli di certi agnellini nati malati che non riescono a mettersi in piedi.
Tenta però di rompere le sbarre, irrompendo in improvvise urla liberatorie, in salti eccitati e pieni di energia, provando a forzare gli schemi imposti dal mondo. Ma il suo movimento frenetico progressivamente diminuisce, trasformandosi in una suggestiva danza al rallentatore che la riporta nel sogno e nel sonno di un mondo dove tutti, come lei, siamo eterodiretti e trasformati in burattini mossi da invisibili fili.
La musica segue la narrazione, creando atmosfere potenti, in una miscela di sonorità spesso modificate, con un accurato lavoro sui volumi e sui suoni: dalle note struggenti ed emarginate di Tom Waits alle atmosfere esotiche e popolaresche di George Bizet, dai ritmi yiddish di Moni Ovadia alla musica classica araba contaminata dal folk e dal jazz di Anouar Brahem, dalle profonde, inquietanti sonorità orientali al barocco di Corelli, sino a una sconsolata “scalinatella” cantata da Roberto Murolo, che chiude lo spettacolo. Ed è qui che la protagonista, rivolgendo lo sguardo al pubblico, in un silenzio lunghissimo, si siede per terra, si aggiusta l’abito e, piegando la schiena sul pavimento, mostra il cuore in un’ultima, disperata ricerca di autenticità.
Condivisione e sentiti applausi da parte del folto pubblico presente in sala.

IConfronti per le Cronache del Salernitano

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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