Lo Spirito, un ponte di pace tra noi e Gesù

Lo Spirito, un ponte di pace tra noi e Gesù

spiritoIl vangelo di domenica va inquadrato nel discorso di addio fatto da Gesù ai discepoli prima della passione. Egli afferma di essere la via: ma dove porta? è una via difficile?

Egli non solo ci ha manifestato la volontà del Padre; ma si è presentato come modello, invitandoci ad entrare in comunione con lui: comunione di amore perché “lui è una cosa sola col padre”. Questa via porta alla città di Dio, città dell’armonia e della pace, illuminata dalla gloria di Dio. E’ una via stretta e in salita per cui abbiamo bisogno di una guida: lo Spirito Santo, il quale ci aiuta ad interiorizzare l’insegnamento di Gesù, chiarisce ciò che spesso risulta oscuro e lo attualizza, cioè aiuta ad applicare alle situazioni correnti il suo frutto, che è la pace. Ecco perché è il Consolatore.

Per Gesù l’amore e il dono dello Spirito hanno perciò un indissolubile legame grazie all’osservanza dei comandamenti, una obbedienza che amalgama nella dinamiche dell’amare: desiderio, affetto, amicizia, appartenenza. Così l’amore diventa luogo dell’incontro col Padre consentendogli di dimorare con Gesù nell’uomo. La disponibilità all’amore diventa la ragione della differenza tra chi é discepolo e chi non lo è. Senza l’uomo é incapace di fare una autentica esperienza di Dio.

Proprio perché è una esperienza difficile lo Spirito Consolatore è impegnato a insegnare “ogni cosa” facendo comprendere il vangelo di Gesù nella sua pienezza, fino alla radice, la sua ragione profonda. Questa sapienza non è frutto di un ricordo ripetitivo, ma attualizzato perché lo Spirito ha la funzione di mantenere aperta la porta all’incontro con Gesù e rendere la sua storia perennemente attuale e, quindi, veramente salvifica. Essa non deve rimanere circoscritta nella vicenda personale di un uomo risorto, ma deve divenire evento perennemente contemporaneo proprio perché lo Spirito garantisce la continuità tra il tempo di Gesù e quello della Chiesa.

Frutto dell’azione dello Spirito è la pace. Gesù distingue nettamente la sua dalla pace che dà il mondo, frutto dell’agire dell’uomo. La pace per noi è una tregua fra due guerre, in realtà un armistizio perché basata sull’equilibrio di forze degli schieramenti: quindi, più che pace si dovrebbe parlare di non-guerra. Per questo Gesù prende le distanze da questo tipo di pace. La sua non è in negativo: non è assenza di guerra, ma presenza di gioia: gioia che sgorga dalla convinzione di essere amati dal Padre, datore di ogni bene.

 

 

 

redazioneIconfronti

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