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Lo sviluppo delle città e la promessa tradita di Salerno

Lo sviluppo delle città e la promessa tradita di Salerno
di Vincenzo Pascale (da New York City)

Dal 1 al 7 settembre prossimo Napoli ospiterà presso la Mostra d’Oltremare il sesto World Urban Forum. Un incontro internazionale che prevede conferenze, workshops e gruppi di lavoro, tra I massimi studiosi mondiali di pianificazione urbana, welfare urbana, sicurezza e high tech. L’incontro di Napoli segue quello di Rio de Janeiro del 2010. Gran parte dei temi che si discuteranno a Napoli interessano sicuramente anche Salerno (nella foto il progetto del Marina d’Arechi Port Village), probabilmente in una ottica ancora superiore a quella del Capoluogo.
Nel corso degli ultimi dieci anni gli studi di pianificazione urbana hanno posto molta enfasi sul rapporto tra la città e la cosidetta consuming class (rapporto McKinsey) arrivando a prevedere che entro il 2025 il 65% della ricchezza mondiale sarà generato in 600 città di cui 440 appartenenti alle economie emergenti ed il ruolo preminente sarà giocato dalle città di Cina ed India. Il rapport McKinsey individua nella capacità progettuale di urbanisti e politici di pensare e progettare: città globalmente competitive. Esse si definiranno per una specificità dell’offerta: città della moda, città dello sport, città del cinema. Se dovessimo applicare questa analisi alle città campane, ed a Salerno in particolar modo, non esiteremo ad essere preoccupati. Troppi elementi, burocratici, economici e sociali, sembrano remare contro uno sviluppo specifico di Salerno. La politica delle opera architettoniche delle archistar altrove, ad esempio Bilbao, ha generato uno straordinario gettito turistico, a Salerno ci auguriamo accada lo stesso, mentre a Ravello una straordinaria opera di architettura l’auditorium di Niemeyer attende ancora la sua piena valorizzazione internazionale con concerti ed eventi culturali degni del genio del progettista e della bellezza della costruzione.
In questa nuova ottica di guardare alle città, l’estensione territoriale ha una rilevanza notevole. Poche città europee possono competere per vastità urbana e popolazione con le città asiatiche e sudamericane, dunque va rivisto lo stesso concetto di area urbana di Salerno. La città non può ridursi al centro e a poche vie centrali. È necessario pensare ad un sistema di trasporti che renda il territorio facilmente raggiungibile in ogni suo angolo. Ma soprattutto bisogna serenamente pensare ad un modello di crescita economica per Salerno: sia quello turistico o quello dell’High Tech. Il territorio non può vivere nell’eterno incanto delle opera delle archistar perennemente in progress.

 

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