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L’occasione perduta del carabiniere prestato alla politica

L’occasione perduta del carabiniere prestato alla politica
di Gigi Casciello

Foto: solosalerno.it

Poco più di due anni. Abbastanza per una strategia di controllo del territorio, troppo poco per essere ricordato come un amministratore capace e soprattutto pronto a portare fino in fondo un processo di rinnovamento che pure aveva promesso e che per il quale gli era stato sin troppo facile prevalere su un centrosinistra che aveva già scaricato il presidente più uscente che in carica, Angelo Villani.
La vicenda politica di Edmondo Cirielli è tutta qui: dalla promessa di una nuova stagione politica per la provincia di Salerno alla fuga da Palazzo Sant’Agostino per un posto più “riparato” in Parlamento. L’obiettivo è di
traghettare la maggioranza e quindi la gestione del potere (che con un’Amministrazione provinciale significa distribuzione di incarichi professionali, lavori pubblici, un po’ di politica da basso impero per confermare una leadership comunque appannata) fino alla scadenza naturale del 2014. Ma Cirielli, così come il suo collega Luigi Cesaro che pure si è
fatto sfiduciare dalla propria maggioranza per candidarsi al Parlamento, non
ha fatto i conti con Mario Monti. E chissà se Cirielli sarà stato informato dal suo folto ufficio stampa, proprio mentre si faceva “decadere” tra un’intervista
retorica ed un finto disappunto, che su tutti i giornali veniva confermato che il Governo non concederà deroghe: il decreto legge sul riordino delle Province e delle Regioni a statuto ordinario approderà al Consiglio dei ministri per la prima riunione di novembre. Ma soprattutto che, secondo lo stesso decreto, dalla fine di giugno del 2013 tutte le Province, anche quelle che sopravviveranno alla riforma, saranno affidate ad un commissario che guiderà la transizione verso il nuovo regime. Tradotto anche per Cirielli ed i suoi: il vicepresidente Antonio Iannone ed il resto della Giunta e del Consiglio resteranno in carica solo per altri otto mesi. Abbastanza, avrà pensato l’ufficiale prestato dai Carabinieri alla politica, senza troppi rimpianti, per gestire la campagna elettorale della prossima primavera. Può darsi ma è improbabile che quando si cresce solo gestendo potere piuttosto che avanzando una proposta politica, si possa conservare un consenso viziato da trasformismo e “primarie” necessità.
In ogni caso Cirielli ci proverà. Lo farà cercando di trascinare in Parlamento
un po’ di fedelissimi. E che importa se si tratta di personaggi improbabili
presi più o meno a caso tra i trenta e più assessori ai quali Cirielli ha concesso un giro di valzer a Palazzo Sant’Agostino? In fondo per questo centrodestra a trazione “aennina” la conquista di palazzo Sant’Agostino non aveva altri scopi.
Ma la storia corre in fretta, nel Pdl tira aria da 8 settembre e con la crisi economica la gente ha voglia di tutto tranne di tollerare arroganze, tra l’altro improduttive. Insomma, quelli che verranno son giorni non per distribuzione di incarichi ma per una politica del fare, del pensare e del rinnovare. Un po’ di verbi che il centrodestra salernitano ha dimostrato di non saper coniugare.

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