Gio. Giu 20th, 2019

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L’occhio di Report nel transatlantico delle dense nebbie

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Domenica su RaiTre puntata sullo scandalo delle Fondazioni dei politici

gabanelli-770x513Domenica 19, alle 21,30, su RaiTre, la nuova puntata di Report, curata da Sabrina Giannini, sarà dedicata a “Il transatlantico delle nebbie”. Il tema è “caldo”. Il finanziamento pubblico verrà dimezzato, quindi ai politici non rimane che ricorrere alla generosità, spesso più che interessata, dei privati. Il meccanismo l’hanno già rodato da anni: è quello delle donazioni e delle Fondazioni, sulle quali si sa poco o nulla, ma grazie alle quali i politici raccolgono e nascondono le tracce delle mani che donano. Eppure il piatto è ricco. Solo di donazioni dichiarate le Fondazioni politiche raccolgono 80 milioni l’anno. Il meccanismo è studiato però per non rendere facilmente accessibili le cifre, i nomi dei donatori e soprattutto i trasferimenti delle proprietà. Ogni politico che conta ne ha una. E con il passare del tempo, crescono le inchieste della magistratura che hanno al centro delle indagini le Fondazioni come strumento per mascherare il passaggio di tangenti.

Secondo argomento della puntata è “La metronotte” di Paolo Mondani. L’Istituto di vigilanza privata Metronotte Città di Roma gestisce la sicurezza di alcuni degli ospedali più importanti della Capitale: San Camillo, Forlanini, Spallanzani e del 118. Dominus della società è Fabrizio Montali, figlio di Sebastiano, sottosegretario socialista alle Partecipazioni statali negli anni Ottanta, a processo per riciclaggio, corruzione e intestazione fittizia di beni con l’aggravante della mafiosità perché Montali sarebbe un prestanome dell’ex cassiere della banda della Magliana Enrico Nicoletti. Oggi ritroviamo Montali in associazione temporanea d’impresa con la Union Security, società di vigilanza che fa capo al presidente della Lazio Claudio Lotito. Nell’agosto del 2012 Montali e Lo Tito vincono il 60 per cento degli appalti di vigilanza della Regione Lazio allora diretta da Renata Polverini.

Per la rubrica “C’è chi dice no”, rivive il caso di Eugenia Addorisio che, tempo fa, voleva solo fare quello per cui era pagata, l’ispettrice per la sicurezza sul lavoro della Asl di Foggia. Glielo hanno impedito, e allora Eugenia Addorisio ha denunciato tutti. Cinque anni dopo gli arresti, con il processo in corso, sono tutti di nuovo al loro posto, a parte lei, che è stata mandata in un consultorio a fare l’infermiera.

 

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