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L’occhio miope della stampa quotidiana

L’occhio miope della stampa quotidiana
Nel libro “Gesù è più forte della camorra”, edito da Rizzoli nel 2011 e scritto con don Aniello Manganiello sui sedici anni vissuti dal sacerdote a Scampia, in terra di camorra, dedicammo un capitolo ai limiti della funzione della stampa e alla crisi del giornalismo d’inchiesta, due gravi handicap per la comprensione della realtà problematica dei nostri contesti. Ripropongo quelle poche pagine perché sono ancora tristemente attuali.

I miei ragazzi di vita

596480-ManganielloGESU300dpi-261x431I miei ragazzi del rione Don Guanella hanno un handicap da affrontare. Sono intelligenti, svelti, hanno grandi qualità, però sono malati nell’anima, sono poveri dentro, perché la precarietà, le difficoltà economiche familiari e l’incertezza del futuro li portano a vivere una sorta di grave complesso di inferiorità. E per questo motivo si occupano solo dell’esteriorità, vogliono avere quello che hanno i ragazzi del Vomero o di Posillipo: il cellulare di ultima generazione, la moto, la macchina. Il venerdì e il sabato sera emigrano verso i “quartieri alti”. Lasciano i rioni dormitorio e raggiungono la città opulenta anche solo per fare danni: pensano di consumare una vendetta nei confronti della Napoli bene.
La Napoli del centro e quella delle periferie non hanno altri terreni di incontro, se non queste arene ludiche dove i violenti scaricano rabbia, tensione, e forse un malessere atavico. È però ingeneroso identificare Scampia con questa avanguardia violenta e litigiosa. Mi fa soffrire l’equiparazione tra i malavitosi e l’intero rione. La bella gente a Scampia è la maggioranza. ranza: non è una frase fatta, ma la conclusione alla quale sono arrivato dopo sedici anni di vita nella periferia Nord di Napoli.
Il male fa più rumore del bene. Quello che, infatti, ho sempre rimproverato alla mia gente è il suo silenzio, che molte volte diventa più assordante del rumore. Ho tentato ogni giorno di trasmettere alla comunità parrocchiale l’importanza del senso civico, l’esercizio del diritto di cittadinanza e la costruzione della coscienza civile. Modi di essere che sono assolutamente incompatibili con il silenzio e il rifugio nel privato [continua …]

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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